Nelle discussioni, quando si tratta di vincere e avere la meglio sugli altri, facendo accettare le nostre ragioni, molti di noi utilizzano una vasta gamma di tecniche, come ad esempio piangere per far sentire in colpa il nostro “avversario”, oppure gridare per intimorirlo, ma qualsiasi stratagemma simile, nelle discussioni online non funziona. Si ci troviamo “impelagati” in battibecco online, ad esempio su Facebook, bisogna ricorrere ad altri metodi per far prevalere il nostro punto di vista. Per fare fronte a questo problema tutto “moderno” è entrata in scena niente meno che la scienza, con una ricerca apposita condotta da Lillian Lee e dai suoi studenti di dottorato presso la Cornell University, che hanno analizzato quasi due anni di post pubblicati sul sito del forum ChangeMyView, un sito web su cui gli utenti invitano altri a sfidare le loro opinioni e presentare pareri alternativi. Degli utenti postano dichiarazioni e domande e invitano altri utenti a commentare. Se un altro utente riesce a convincere il chi ha postato la dichiarazione originale (OPs) che è più giusto il proprio punto di vista, l’OP premia quindi quell’utente definendolo delta.
A quel punto vengono anche illustrati nel dettaglio quali sono le argomentazioni che sono riusciti a far cambiare idea. E proprio analizzando queste spiegazioni dettagliate i ricercatori hanno rivelato una serie di tendenze. In genere, la prima persona a rispondere al post è quella a cui viene dato più credito, a sul suo commento potrebbero basarsi tutti gli altri. Quindi il tempismo è fondamentale, ma questo non significa che i commenti successivi siano meno validi, significa solo che non vengono tenuti in considerazione allo stesso modo.
Inoltre, può risultare vincente anche usare parole diverse da quelle del post originale. Per esempio, se si discute sui cambiamenti climatici, definendoli come riscaldamento globale in un commento, otteniamo un impatto più forte che utilizzando la stessa terminologia usata nel post originale. Secondo lo studio, inoltre, mantenere un linguaggio “calmo” per spiegare le nostre ragioni, ha un effetto più convincente rispetto alle parole aggressive. La professoressa Lee ha spiegato come la maggior parte delle argomentazioni convincenti siano ‘leggermente meno felici‘ ed emotivi. Lo studio ha poi esaminato ‘concretezza‘ e ‘predominio‘. La concretezza riflette il grado con cui una parola indica qualcosa di percettibile o tangibile, in contrapposizione alle parole astratte che denotano idee e concetti; le prime sono in genere viste come leggermente meno convincenti nel corso del tempo. Il predominio, invece, misura il grado di controllo espresso da una parola: parole “negative” come “demenza” o “terremoto” suggeriscono vulnerabilità e debolezza, mentre sono ad alta dominanza parole che evocano la potenza e il successo, come ”sorriso.’
Lo studio, infine, ha dimostrato che non vincono nelle discussioni, o vincono molto difficilmente, tutte quelle persone che non hanno una mente aperta, perché, secondo i ricercatori, determinate parole fanno trapelare la “testardaggine” di chi non ha nessuna intenzione di mettere in dubbio le proprie opinioni. Quindi, affidarsi alla calma e alle parole positive può aiutare parecchio ad avere la meglio su chiunque. Sono regole, queste, che potrebbero essere definite “buonsenso”, e che valgono non solo per le discussioni online, ma in genere in ogni ambito della vita “reale”.
