Il primo ministro egiziano Sherif Ismail ha inaugurato l’espansione del nuovo scalo marittimo orientale di Porto Said. In questo modo l’attesa delle navi portacontainer per attraversare il Canale di Suez, sarà ridotta se non azzerata. La struttura, infatti, beneficia di un nuovo sub-canale della lunghezza di 9,5 chilometri che collega il Mar Mediterraneo al nuovo corridoio del Canale di Suez. Il mega progetto garantisce un accesso diretto al porto egiziano alle navi di grande tonnellaggio, riducendo di molto i tempi di attesa per attraversare la via d’acqua artificiale realizzare dagli egiziani e accedere cosi’ al Mar Rosso e all’Oceano Indiano. “L’Egitto ha promesso e mantenuto la promessa di realizzare i progetti di sviluppo nuovo corridoio del Canale di Suez e l’espansione di Porto Said” ha detto il capo del governo egiziano, aggiungendo che allo studio vi sono numerosi altri progetti per realizzare “centri industriali e centri logistici per attirare investimenti da tutto il mondo”.
La cerimonia d’inaugurazione si è svolta ieri sera con l’attraversamento di due portacontainer giganti. Prima dell’espansione del porto, le navi mercantili dovevano attendere anche piu’ di 10 ore in mare aperto per poter accedere al canale. E già la scorsa estate era stato inaugurato il raddoppio del Canale di Suez, un progetto su cui il governo del Cairo punta molto per rimpinguare le sue casse svuotate dalla crisi degli ultimi anni. Il canale attualmente gestisce 22 mila teu (twenty-foot equivalent unit, la misura standard di volume nel trasporto dei container), quasi il doppio rispetto alla capacita’ di Panama, pari a 14.500 teu. I ricavi del canale di Suez, secondo le autorita’ egiziane, nel corso dell’ultimo anno sono stati di 40 miliardi di dollari, nonostante la recessione del commercio mondiale negli ultimi mesi.
Secondo l’Istituto nazionale Israeliano di Oceanografia circa 450 specie di pesci, molluschi e alghe aliene al Mediterraneo potrebbero accedere al “Mare Nostrum” attraverso il nuovo passaggio del Canale di Suez. Molte di queste specie potrebbero essere velenose, cibarsi di pesci mediterranei minacciando i banchi e mettendone a rischio la sostenibilita’, estinguere la flora sui fondali, eliminando cosi’ il nutrimento per molte specie ittiche locali. Il governo egiziano, però, non ha voluto firmare il Piano d’azione mediterraneo del Programma dell’Onu per l’Ambiente, uno dei cui articoli denuncia l’invasione delle specie marine aliene al “Mare Nostrum” attraverso il Canale di Suez.
