Forti mareggiate sulle coste ioniche, l’ampio “Fetch” esteso dalla Cirenaica alla Calabria genera onde alte 6 metri

Dopo le violente raffiche di scirocco che hanno raggiunto picchi di oltre 120-130 km/h in Calabria, ora a preoccupare è proprio il mare. In queste ore ondate veramente enormi stanno risalendo lo Ionio e il Golfo di Taranto, dove vengono segnalate onde di più di 5.0-6.0 metri in mare aperto, che si muovevano da SE, puntando le coste della Calabria ionica e della Puglia meridionale. Si tratta di ondate davvero molto grandi, degne di un mare forza 6-7 (molto agitato, localmente grosso) sulla scala Douglas (da non confondere con la scala Beaufort che misura solo l’intensità del vento), capaci di creare difficoltà anche a navi di media e grande stazza.

In questo caso lo sviluppo di queste ondate cosi grandi, su tutto l’alto Ionio e lungo il Golfo di Taranto, è stato favorito non tanto dalla forza del “gradiente barico orizzontale” che ha innescato l’intensa sciroccata sullo Ionio, in mare aperto, quanto dal “Fetch” (lo spazio di mare su cui spira il forte vento) piuttosto esteso su un ampio tratto di mare che dalle coste della Cirenaica si protende fino alle coste del Salento e della Calabria ionica.

messina05Il “Fetch” difatti è un parametro fondamentale per valutare la potenza e l’intensità del moto ondoso che verrà innescato dalla formazione di una burrasca o una tempesta di vento. L’altezza delle onde non dipende solo dall’intensità del vento, ma anche dall’estensione dello spazio di mare su cui esso agisce. Più questo sarà ampio maggiori saranno le probabilità di vedere un moto ondoso più consistente e impetuoso, capace di immagazzinare enormi quantità di energia.

La previsione dei venti per le ore 19

In presenza di venti di burrasca forte e di un “Fetch” molto esteso, per centinaia di miglia, allora siamo certi di trovarci di fronte ad una consistente mareggiata, in grado di arrecare danni significativi sulle aree costiere esposte, già pesantemente vulnerate dal fenomeno dell’erosione. Nel caso odierno è stato proprio il “Fetch” molto ampio, dalla coste della Cirenaica fino alle coste della Calabria ionica e al Golfo di Taranto, a sollevare ondate di “mare vivo” davvero grosse, con “Run Up” di oltre i 6.0 metri, che sotto la spinta delle burrasche da SE e E-SE si sono propagate molto rapidamente verso ovest, generando delle forti mareggiate che dal reggino ionico e dal catanzarese si stanno estendendo al crotonese, investendo in seguito il tarantino ed il leccese, con spettacolari colpi di mare.

L’intensa burrasca di scirocco che dalla scorsa nottata ha risalito tutto lo Ionio è stata accesa da una fitta contrapposizione barica che si è presentata fra il bacino orientale del Mediterraneo e il Mediterraneo centrale. Questa netta contrapposizione barica fra le isobare ellittiche del cuneo anticiclonico oceanico, sul Mediterraneo orientale e il bacino del mar Nero, e la ciclogenesi in fase di maturazione sul Tirreno occidentale, ha generato un sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” che si è disposto lungo tutto lo Ionio.

Questo inspessimento del “gradiente barico orizzontale”, acuito dalla presenza più ad est, fra mar Nero e Russia, di questo promontorio anticiclonico, ha attivato un intenso flusso di correnti sciroccali che dall’entroterra della Cirenaica e dal nord-ovest dell’Egitto si è dipanato sul mar Libico e in tutto il mar Ionio, con la successiva attivazione di venti di burrasca, da SE e S-SE, che hanno alzato un moto ondoso davvero imponente.

Il fitto “gradiente barico orizzontale” che si è predisposto sopra lo Ionio, lungo il lato più orientale della profonda circolazione depressionaria, in fase di ulteriore approfondimento nel tratto di mare poco ad est della Sardegna, esacerbato dalla presenza del promontorio anticiclonico fra il mar Nero e la Russia, ha attivato questo intenso flusso di correnti da SE e S-SE che dalle coste libiche è risalito verso lo Ionio, agitandolo per bene e generando ondate di “mare vivo” che hanno raggiunto i 4.0-5.0 metri di altezza, ma con “Run-Up” di oltre i 6.0 metri tra lo Ionio orientale e il settore più meridionale del Golfo di Taranto.

La presenza di un “Fetch”, piuttosto esteso, dalle coste della Cirenaica fino allo Ionio, ha agevolato di conseguenza la genesi di onde di “mare vivo” veramente alte, che potranno raggiungere “Run-Up” veramente significativi. Queste ondate, dopo aver risalito lo Ionio, divenendo sempre più grosse, sono successivamente andate ad abbattersi con grande impeto lungo gli esposti litorali della Sicilia orientale, dal catanese al messinese ionico e imboccatura meridionale dello Stretto di Messina, e della Calabria ionica, dal reggino ionico fino alla costa crotonese e al basso cosentino ionico, rompendosi con grande impeto su questi tratti di costa.

Ma le mareggiate più violente interesseranno le coste del catanzarese e crotonese, e il tratto di costa fra Puglia e Basilicata, fra il Metaponto e il litorale di Marina di Ginosa, che è stato flagellato da grandi ondate che hanno superato i 5.0-6.0 metri di altezza, dando vita a spettacolari colpi di mare che hanno richiamato sui lungomari parecchi curiosi. Purtroppo bisogna dire che la furia dei marosi causerà danni e disagi nei tratti di costa già seriamente vulnerati dall’erosione.

In molti tratti di costa intere spiagge sono state letteralmente cancellate dai marosi, mentre in altre le ondate sono state in grado di spingersi fino ai rispettivi lungomari, creando allagamenti e accumulando una enorme quantità di detriti. La situazione per fortuna è destinata a migliorare rapidamente già dalla prossime ore, mentre il moto ondoso su tutto lo Ionio sta già iniziando a scadere gradualmente, con onde lunghe da SE che tenderanno ad attenuarsi definitivamente solo dal pomeriggio, determinando residue risacche sulle coste della Calabria orientale, Basilicata e Puglia ionica.