Settanta anni dopo la geniale burla radiofonica de “La Guerra dei Mondi”, alcuni tardi emuli di Orson Welles hanno dato prova che è ancora relativamente facile prendersi gioco dei media “mainstream”.
Nei giorni scorsi, per promuovere una nuova serie tv, sul media complottista Space Channel (Nasa‘s unexplained files) è stata fatta circolare la notizia – sensazionale ma completamente falsa – che gli astronauti della missione Apollo 10, mentre orbitavano attorno alla Luna nel 1969, avessero udito dei “suoni misteriosi e simili ad una musica” e che la Nasa, non riuscendo a spiegare scientificamente il fenomeno, avesse secretato tutto fino al 2008.
Per renderla ancora più credibile, i creatori della bufala hanno anche rimontato ad arte alcune interviste, come quella al comandante Al Worden, lasciandole girare per la rete dopo averle pubblicate sul sito di Space Channel.

Tutto falso, naturalmente: le registrazioni delle conversazioni radio con gli astronauti – spiega l’Agenzia spaziale italiana – non sono mai state secretate e sono accessibili a tutti da 46 anni (1973); chi le ascolta, sentirà gli stessi astronauti (John Young per primo) commentare il suono, che è stato effettivamente udito ma anche immediatamente attribuito alle interferenze radio; la spiegazione ufficiale è stata data immediatamente, nel 1969, attribuendo appunto il suono alle interferenze Vhf tra il modulo lunare e quello di comando.
Tra l’altro, dal 2012 le registrazioni sono anche online: sul sito della Nasa, per chi volesse, sono disponibili sia l’audio che le trascrizioni originali.
