Il super-ciclone “Winston” devasta le Fiji: venti fino a 200 km/h e onde fino a 10 metri flagellano gli atolli

Sono davvero ingenti i danni provocati dal passaggio del potente super-ciclone “Winston” sull’arcipelago delle Fiji, devastato da venti ciclonici davvero violentissimi che hanno raggiunto la fatidica soglia dei 200 km/h, ma con raffiche di picco che in mare, nel tratto ad est dell’isola di Suva, hanno lambito picchi estremi di oltre 300 km/h. Fra le raffiche più forti vanno segnalati i 194 km/h da Ovest registrati dalla stazione automatica di Nambouwalu, nell’isola di Ono, poco a sud dell’isola principale di Suva, dove è transitato il quadrante più meridionale di “Winston”, quello dove si annidavano le tempeste di vento più violente dal quadrante occidentale, con raffiche ben oltre la soglia dei 200 km/h. Su alcune isole ad est di Suva, come sulla stessa isola principale, durante il transito del ciclone i venti sono stati talmente violenti (si stimano raffiche ben oltre i 180-200 km/h) da cagionare danni molto seri anche alle principali infrastrutture e alla vegetazione locale, con intere foreste e palmeti abbattuti dalle potentissime raffiche.

Winston 02Prima di raggiungere l’isola principale di Suva e quella di Vanua Levu il ciclone tropicale, spostandosi sopra acque meno profonde, ha perso un po’ di forza, con un iniziale processo di sostituzione dell’occhio. Ma nonostante l’indebolimento il super-ciclone ha spazzato sia Suva che Vanua Levu con venti ciclonici violentissimi, capaci di abbattere intere foreste e strappare buona parte delle palme esistenti in loco. Purtroppo non abbiamo a disposizione i dati relativi alla velocità del vento poiché molte stazioni meteorologiche, inclusa quella della capitale Suva, sono state danneggiate dalla furia eolica, andando off-line.

Di certo c’è che le isole più orientali e gli atolli corallini ad est di Suva hanno sperimentato i venti più violenti legati all’avanzata del bordo sinistro della tempesta, lì dove si annidavano i violentissimi venti meridionali. Molto probabilmente su queste isole si sono registrate le raffiche di vento più violente che hanno devastato gran parte del patrimonio forestale. Ma danni notevolissimi, causati dalle violentissime raffiche di vento associate al passaggio di “Winston”, sono segnalati pure sull’isola di Suva e Vanua Levu, dove oltre agli alberi sradicati e alle case danneggiate si aggiungono anche i fili della rete elettrica tranciati in più punti, lasciando al buio e senza energia elettrica buona parte delle abitazioni.

Sempre sugli atolli più orientali delle Fiji i violentissimi “venti di sbarramento” che ruotavano a grandissima velocità attorno la tempesta hanno generato un moto ondoso impressionante, favorendo la formazione di ondate di “mare vivo”, ma con andamento piuttosto confuso (fluttuante attorno ad una direzione media di provenienza), alte anche più di 9-10 metri all’interno dell’area perturbata, nei pressi dell’occhio centrale. Ma oltre ai venti violenti e alle forti piogge, “Winston” ha generato una “Storm Surge” che ha inondato, con una seria di grosse ondate, diversi atolli ad est e a sud di Suva.

Secondo le rilevazioni del Servizio Meteorologico di Fiji la pressione centrale, all’interno dell’occhio di “Winston”, è scesa al di sotto dei 917 hpa. La “Storm Surge” non è altro che un anomalo innalzamento del livello medio delle acque del mare indotto dal brusco calo della pressione barometrica e dalla contemporanea azione di forti venti di tempesta, diretti verso la costa. In genere si sviluppa in presenza di potentissimi ciclonici tropicali, di 4^ e 5^ categoria, molto estesi su un ampio spazio di mare, capaci di attivare fortissimi venti ciclonici che tendono a sollevare verso l’alto il livello medio del mare, gonfiandolo come per effetto di una grossa alta marea che giunta sulla costa tende ad inondare tutte le aree più depresse.

Nelle prossime ore “Winston”, dopo aver spazzato le Fiji, tenderà ad allontanarsi verso ovest e ovest-sud/ovest, in direzione del Pacifico meridionale, cominciando gradualmente ad indebolirsi, fino ad essere declassato a ciclone tropicale di 4^ categoria già dalla mattinata di domani. Nonostante l’indebolimento la tempesta manterrà buona parte della sua potenza, presentandosi come un ciclone tropicale ancora molto potente, con venti medi sostenuti violenti, oltre la soglia dei 230-240 km/h attorno l’occhio centrale e raffiche di picco ben superiori.

Cominciando a piegare gradualmente più verso sud-ovest “Winston”, dalla serata di domani si avvicinerà alle isole della Lealtà, arrivandole solo a lambire con le bande nuvolose più periferiche che risaliranno il quadrante occidentale del ciclone. L’unico effetto prodotto dal passaggio del ciclone ad est delle isole della Lealtà riguarderà una temporanea intensificazione della ventilazione dai quadranti meridionali, generalmente da SE e S-SE, e del moto ondoso. Da lunedì la tempesta muovendosi sopra acque superficiali un po’ più fredde subirà un rapido allentamento dell’attività convettiva e un conseguente declassamento del sistema, dalla 4^ alla 3^ categoria Saffir-Simpson.

Spostandosi su acque superficiali sempre più fredde e su un’area caratterizzata da un “Wind Shear” moderato “Winston” si dovrebbe indebolire ulteriormente, con un significativo allentamento dell’attività convettiva attorno il nucleo centrale, declassandolo rapidamente in un ciclone tropicale di 1^ categoria Saffir-Simpson, in movimento verso sud. Pur divenendo un ciclone di 1^ categoria Saffir-Simpson “Winston” ad inizio settimana, traslando dapprima verso sud ed in seguito verso sud-est, subirà un deciso indebolimento, fino a tramutarsi in una semplice tempesta tropicale pronta ad andare alla deriva sopra le acque del Pacifico meridionale.