Riutilizzo, riciclo, recupero… concetti semplici da ricordare durante l’esecuzione di qualsiasi attività quotidiana; applicati per la costruzione della prima scuola al 100% ecosostenibile dell’ America Latina. Dal 1 febbraio, esa è in fase di costruzione a Jaureguiberry, un villaggio costiero nel dipartimento di Canelones, con un’alta densità di bambini in età scolare. L’edificio, innovativo e totalmente autosufficiente, sta prendendo vita grazie al riciclo di pneumatici, bottiglie, lattine e cartone e ben presto la scuola potrà accogliere un centinaio di bambini che potranno frequentare le lezioni stando a contatto diretto con la natura circostante. La costruzione, frutto del progetto “Una escuela sustentable”, parte proprio dai materiali che solitamente gettiamo nella spazzatura, facendo del riciclo il suo credo fondamentale.
Dietro la realizzazione della scuola vi è un vero e proprio movimento sociale, quello delle Earthship Biotecture, chiamate in Messico “le navi della terra”; case bio, disposte nei posti più impervi del pianeta (es. tra le dune del deserto), completamente ecosostenibili ed autosufficienti. La scuola, che ha tra i suoi punti focali l’integrazione e l’educazione sostenibile, è ubicata in una zona completamente rurale, consentendo alla comunità locale di approcciarsi meglio all’utilizzo delle risorse naturali, comprendendo il rispetto dell’ambiente e il valore del riciclo.
Non è un caso che a realizzare l’edificio sia stato proprio il grande architetto Michael Reynolds, colui che da anni crea abitazioni con le materie prime più disparate (terra, paglia, sabbia, legno) e materiali riciclati di origine industriale (lattine di alluminio pneumatici o bottiglie in vetro) indipendenti e autosufficienti che non necessitano di sistemi di riscaldamento (che avviene al loro interno grazie all’energia solare)o di raffrescamento, dovuto alla traspirazione per mezzo della terra. Complessivamente la scuola occuperà 270 mq, avrà panelli solari e sarà completamente autonoma per l’energia elettrica e per l’acqua, grazie ad un sistema di raccolta di acque piovane. Per realizzarla sono stati coinvolti 70 volontari tra locali e internazionali