La Scarzuola: un luogo incantato nascosto tra i boschi dell’Umbria

Se vi trovate in Umbria e avete intenzione di trascorrere un weekend tranquillo, lontani dal caos cittadino, La Scarzuola, piccolo capolavoro nascosto tra i boschi di questa splendida regione, fa proprio al caso vostro. Essa, che sorge nella piccola località di Montegiove, nel comune di Montegabbione, in provincia di Terni, è stata ideata dal grande architetto, artista e uomo di cultura Tomaso Buzzi, fondatore della rivista “Domus” insieme a Giò Ponti e non è altro che un viaggio iniziatico all’interno di se stessi per incontrare luoghi, a forma di scene teatrali, metafore della vita.Insomma, la Scarzuola è un viaggio nell’anima in cui il visitatore, concretamente, si perde tra scale e labirinti, mosaici, anfiteatri, templi, obelischi, bocche di draghi, un gigantesco busto di donna ecc. Si narra che San Francesco d’Assisi, nel 1218, transitando da quelle parti e trovando il luogo adatto alla solitudine, vi costruì una capanna di scarza, una pianta palustre.

LA SCARZUOLA 2La tradizione parla anche dell’esistenza di una sorgente d’acqua fatta da lui scaturire miracolosamente.Sul posto della capanna, Nerio di Bulgaruccio dei Conti di Montegiove fece erigere, nel 1282, una chiesa con oratorio, a forma ottagonale, denominata “Della Scarzola”, affidata ai Frati minori che eressero poi un convento annesso alla chiesa.Il complesso venne acquistato dal Buzzi, celebre architetto della nobilità novecentesca e direttore artistico della vetreria Venini di Murano nel Secondo Dopoguerra, che lo trasformò nella sua “città ideale”, detta “Buzziana”… un luogo in equilibrio tra sogno e realtà, un surreale capolavoro di pietra, ispirato al Parco dei Mostri di Bomarzo, al Vittoriale di D’Annunzio, ai visionari effetti ottici elaborati da Escher.

Alla città si accede costeggiando un antro scavato nella roccia, luogo del famoso miracolo della fonte di San Francesco d’Assisi. Appaiono poi tre porte: la porta della Gloria Dei che conduce alla chiesa e al convento; quella della Mater Amoris, che svela il Vascello di Cupido; quella della Gloria Mundi, che riporta al punto di partenza. Dunque tre porte che simboleggiano, rispettivamente, il Divino, l’Amore, la pochezza delle cose materiali. Dopo averle superate, ecco la città-teatro di Buzzi, in tutta la sua bellezza… un caleidoscopio di originali costruzioni, coese in 7 scene teatrali differenti.

Si giunge all’Acropoli del Teatrum Mundi per poi arrivare al Teatro dell’Arnica, alla Torre del Tempo, al Tempio di Madre Terra con la sua Gigantessa, un grandioso busto di donna, coi seni scoperti, posto di guardia alla Porta della Scienza e della Tecnica e alla Porta dell’Arte e della Fantasia. Si prosegue per la Bocca della balena di Giona, la Torre della Meditazione e della Solitudine, la Porta dell’Amore con la sua scritta “Amor vincit omnia”, il tempietto di Flora e Pomona, il Teatro Acquatico, il Teatro di Ciparisso.