L’aria fredda sfonda al Sud con forti venti settentrionali, raffiche fino a 90km/h e mareggiate sulle coste esposte

Dopo aver invaso le regioni centro-settentrionali, causando improvvisi temporali grandinigeni, nevicate fino a bassa quota lungo l’Appennino, l’aria fredda, di natura polare marittima “continentalizzata”, in queste ore ha raggiunto le nostre regioni più meridionali e la Sicilia, attraverso l’irrompere di una intensa ventilazione dai quadranti settentrionali. L’arrivo dell’aria più fredda, seguita dall’afflusso di aria via via sempre più secca maggiormente “continentalizzata” in uscita dalla pianura Ungherese e dalla Croazia, sopra le più miti acque del basso Tirreno sta favorendo la formazione di fenomeni convettivi piuttosto isolati, in continua rigenerazione nel tratto di mare antistante le coste della Calabria tirrenica e della Sicilia settentrionale.

Sud ItaliaNel corso della serata e della prossima nottata questa fenomenologia in aria fredda post-frontale si spingerà sulle coste della Calabria tirrenica e alle coste della Sicilia tirrenica, in modo particolare sul messinese tirrenico, dove si potranno verificare anche dei brevi fenomeni temporaleschi, enfatizzati dal “forcing” orografico esercitato dai rilievi della Sicilia settentrionale agli umidi e forti venti da O-NO che accompagneranno l’ingresso dell’aria più fredda polare marittima dal basso Tirreno allo Ionio.

Ma l’elemento saliente delle prossime ore sarà rappresentato proprio dai forti venti dai quadranti settentrionali che stanno per spazzare le nostre regioni meridionali, in modo particolare la Puglia, le coste della Calabria ionica e la Sicilia settentrionale, con raffiche che supereranno la soglia dei 60-70 km/h, ma con picchi che localmente oltrepasseranno la soglia degli 80 km/h.

Difatti, con il graduale spostamento del minimo depressionario relativo sui 1011 hpa verso il nord della Grecia, e la progressiva estensione del robusto promontorio anticiclonico oceanico, ora centrato con i propri massimi al suolo di oltre 1040 hpa sulla Spagna, verso il Mediterraneo centrale, causerà un ulteriore inspessimento del già intenso “gradiente barico orizzontale” fra la Spagna e i Balcani.

Questo sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale”, che presenterà i propri massimi proprio al traverso delle nostre regioni più meridionali e dello Ionio, favorirà nel corso delle prossime ore una notevole intensificazione della ventilazione dai quadranti settentrionali che nel frattempo scivolerà fra il basso Adriatico, il Canale d’Otranto, il basso Tirreno e in seguito sullo Ionio, dove nel corso della serata si inseriranno forti venti da N-NO e da Nord, che sferzeranno soprattutto le coste della Sicilia, la Calabria ionica e la Puglia, con raffiche da Nord e N-NO che potranno toccare punte di oltre 60-70 km/h, soprattutto fra la Sicilia tirrenica e il Salento, ma con picchi localmente superiori agli 80 km/h lungo le coste della Calabria ionica e nel sull’alto Ionio, nel tratto compreso fra le coste salentine e quelle crotonesi.

Questa intensa ventilazione dai quadranti settentrionali, piuttosto fredda ma anche secca, si accompagnerà anche ad un sostanziale calo delle temperature, che diverrà particolarmente marcato lungo le nostre regioni adriatiche e al sud peninsulare. I forti venti settentrionali andranno a scemare solo dalla mattinata di domani, perdendo gradualmente di intensità, divenendo moderati. Solo fra il medio-basso Adriatico e lo Ionio persisterà ancora una intensa ventilazione da Nord e N-NO, oltre la soglia d’attenzione, che andrà ad attenuarsi non prima del tardo pomeriggio di venerdì.

I venti forti, in prevalenza da N-NO e Nord, stanno determinando anche un consistente incremento del moto ondoso sui mari che circondano l’Italia. In modo particolare lungo l’Adriatico centro-meridionale, il medio-basso Tirreno e dalla sera pure sullo Ionio, che tenderà a divenire agitato a largo, con lo sviluppo di onde di “mare vivo”, ben formate, che potranno superare i 3.0-3.5 metri di altezza, ma con “Run-Up” di oltre i 4.0 metri.

LaPresse/Marco Cantile

Anche il basso Tirreno, in modo particolare il settore più occidentale, è già agitato, con onde di “mare vivo” alte sui 2.5-3.0 metri che nel corso delle prossime ore andranno a rompersi lungo le coste della Sicilia tirrenica, con particolare riguardo per i litorali del palermitano e del messinese tirrenico occidentale che saranno esposti ad onde alte anche più di 3.0 metri. Moto ondoso che andrà gradualmente a scadere, con lunghe onde da NO e N-NO, nel corso della mattinata di domani, con la progressiva attenuazione dell’intensa ventilazione settentrionale.