Anche in ambito scientifico, rispetto agli altri Paesi d’Europa, l’Italia rimane un passo indietro e non partecipa, colpa delle mancate risorse finanziarie, al più grande programma di ricerca mai promosso dai vertici dell’Unione Europea, Horizon 2020.
Più di sessanta ricercatori, tramite una lettera pubblicata sulla rivista Nature, hanno fatto sentire la loro voce e il loro autorevole dissenso nei confronti del Governo italiano e lo stesso Giorgio Parisi, uno tra i maggiori fisici italiani a livello internazionale dell’università Sapienza di Roma, primo firmatario, ha lanciato un appello all’UE perchè incentivi i governi a finanziare la ricerca “al di là del livello di sussistenza“.
“Questo Assicurerà che i ricercatori di tutta Europa possano partecipare al programma Horizon 2020, non soltanto quelli che lavorano in Gran Bretagna, Germania e Scandinavia” si legge nella lettera.
Come sottolineano i ricercatori “alcuni Stati membri non partecipano a questo accordo […] l’Italia trascura decisamente la ricerca di base. Il Consiglio nazionale delle Ricerche (Cnr) non sta considerando questo ambito ormai da decenni poichè esso stesso è affamato di risorse. I finanziamenti per l’università sono ridotti al minimo”
