Il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha visitato oggi il centro di controllo della Nasa a Houston e si è detto “emozionato ed affascinato“, illustrando il proprio “orgoglio per l’Italia che ha una lunga storia di partecipazione aerospaziale“, con molte aziende che hanno contribuito alla realizzazione del ben il 50% dei moduli pressurizzati della stazione orbitante. “Quello che viene fatto nello spazio e’ prezioso per il futuro del nostro Paese” ha detto Mattarella, aggiungendo poi che “l’Italia non solo ha una lunga storia, 50 anni di attivita’ nel settore con Luigi Broglio come precursore, ma partecipa anche alla realizzazione della stazione spaziale“, con parte delle componenti fatte in Italia. “C’e’ insieme alla suggestione di sentirsi ai confini del mondo della conoscenza – ha osservato il Presidente della Repubblica – anche l’orgoglio“. Il risalto dato al contribuito italiano alla scoperta delle onde gravitazionali, che il New York Times ha ad esempio segnalato in prima pagina, “fa un grande piacere – ha commentato Matterella – e deve essere preso come uno stimolo a fare sempre meglio“.
Nell’ultima tappa della sua lunga missione americana il Capo dello Stato ha incontrato gli astronauti italiani che si addestrano ai vari progetti, Samantha Cristoforetti, Paolo Nespoli (che nel 2017 tornerà in orbita per sei mesi alla veneranda età di 60 anni), Luca Parmitano, Roberto Vittori e Walter Villadei.
Il Capo dello Stato è rimasto impressionato dai progressi tecnologici in corso ed è stato informato anche degli ostacoli che ancora sussistono (in primis le radiazioni) per il prossimo sogno spaziale, la conquista di Marte. Progetti che corrono e ai quali l’Italia intende partecipare da protagonista. Per questa ragione Mattarella si è augurato che possano crescere gli investimenti italiani nel settore.
Il presidente ha visitato la nuova sala di controllo della Nasa e la vecchia, andata in pensione nel 1992, potendo così toccare con mano il salto tecnologico compiuto. Gli astronauti italiani hanno tutti sottolineato come i rapporti con la Nasa siano “fortissimi” e l’Italia sia il terzo contributore all’interno dell’Agenzia spaziale europea. Nella vecchia stazione di controllo Mattarella ha potuto ammirare la bandiera originale che è stata sulla luna e ascoltare le vicende dei principali successi delle missioni ed anche delle tragedie, come quelle dell’Apollo 1 e del Challenger, che hanno segnato la storia della conquista dello spazio.
“Quello che viene fatto nello spazio è importante per il futuro del Paese” ha detto Mattarella a margine della visita. Da Houston il capo di Stato ha risposto “mi auguro di sì” a chi gli ha chiesto se la recente contributo alla ricerca sulle onde gravitazionale nella quale l’Italia ha avuto un importante ruolo possa stimolare finanziamenti nelle attività dello Spazio.
Dopo gli incontri politici di Washington e quelli dedicati alle Nazioni Unite e alla comunità italoamericana di New York, questa di Washington è l’ultima tappa della lunga missione americana del presidente. Domani il rientro a Roma.
Cristoforetti: “molto emozionante avere il Presidente”
“E’ molto emozionante avere in visita qui il presidente”. Con queste parole Samantha Cristoforetti ha accolto, insieme agli altri astronauti italiani presenti a Houston, Sergio Mattarella in visita alla Nasa nell’ultima tappa della sia missione americana. Il Capo dello Stato, accompagnato dalla figlia Laura, ha visitato con attenzione il centro spaziale di Houston.
Vittori: “Mattarella qui è un onore”
“E’ un grande onore avere qui il presidente della Repubblica italiana, a dimostrazione della grande importanza che lui personalmente dà a una cosa che credo possa essere definita fondamentale: l’esplorazione umana dello spazio”. Lo ha detto a RaiNews24 l’astronauta italiano Roberto Vittori, dopo la visita del presidente Sergio Mattarella al centro della Nasa a Houston. “Noi come Italia, come missione italiana, siamo in prima fila – ha spiegato Vittori -. La stazione spaziale, questo gioiello tecnologico, avamposto dell’umanità, ha una fortissima presenza italiana: come componente industriale soltanto, ad esempio, il 50% dei moduli pressurizzati sono stati costruiti in Italia e dall’Italia”.