Sono sempre più vicine le applicazioni delle staminali “ringiovanite” per salvare la vista e battere la degenerazione senile. Sono passati dieci anni da quando sono state scoperte le cellule staminali pluripotenti indotte da parte di Kazutoshi Takahashi e Shinya Yamanaka. In un articolo pubblicato su “Nature Reviews Molecular Cell Biology“, i due ne descrivono il percorso che ha portato ala scoperta. Le staminali pluripotenti possono essere indirizzate a formare qualsiasi tipo di cellula del corpo umano. La riprogramma nucleare è stata ottenuta attraverso un trasferimento nucleare nel 1960 da Sir John Gurdon, che ha vinto un Nobel con Yamanaka nel 2012. Il processo è stato eseguito per la prima volta nel 2006 in alcuni topi e un anno dopo sulle cellule ringiovanite umane. I progressi tecnici nella coltivazione e generazione di staminali ringiovanite hanno permesso l’utilizzo e la sperimentazione nel trattamento dell’anemia falciforme, nella malattia di Parkinson e nelle lesioni del midollo spinale. I meccanismi alla base della riprogrammazione cellulare sono poco conosciuti. I primi studi clinici con iPS umane sono in corso in Giappone per valutarne la sicurezza e l’efficacia. “Ora speriamo che ulteriori studi clinici di terapie basate sulle cellule staminali pluripotenti indotte, accompagnati dalla ricerca di base focalizzata su ulteriori dettagli, e da approfondimenti molecolari nel processo di riprogrammazione molecolare, si traducano nello svelamento di tutto il potenziale delle iPS nel prossimo decennio“, scrivono gli autori, celebrando il decennale di questa scoperta da Nobel.
