Mentre le nostre regioni meridionali, la Grecia, i Balcani e gran parte dei paesi dell’Europa centro-orientale sono alle prese con una intensa avvezione di aria calda sub-tropicale continentale, partita direttamente dai deserti dell’Algeria meridionale e della Libia occidentale, poco più ad ovest si assiste alla discesa di un blocco di aria molto fredda, di tipo polare marittima, che scivola fin sull’entroterra desertico di Marocco e Algeria occidentale. Nelle scorse ore l’ondata di freddo, polare marittima, che alimenta l’intensa avvezione calda sul bacino centro-orientale del Mediterraneo, scivolando lungo il mar del Nord, ha invaso il Portogallo, la Spagna e buona parte della Francia, determinando un brusco calo delle temperature e l’abbassamento della quota dello “zero termico”.

Sui monti della Spagna centro-settentrionale ha fatto la sua comparsa anche la neve, caduta fin dai 500-600 metri di altezza. Solo nei paesi Baschi e sull’area pirenaica si sono verificate delle fioccate a quote un po’ più basse che hanno imbiancato diversi centri e piccoli paesi montani, già dai 500 metri. Come capita spesso durante la discesa di queste avvezioni fredde verso Francia e Spagna, le nevicate più intense hanno interessato proprio il versante settentrionale dei Pirenei, direttamente investiti dal flusso di aria molto fredda, d’estrazione marittima, che si è diretto sulla Spagna settentrionale.
Qui i freddi venti da Nord e N-NO, in discesa dall’Irlanda e dall’Atlantico britannico, hanno addossato una compatta nuvolosità da “stau” (sbarramento orografico), per l’effetto “trampolino” degli stessi contrafforti montuosi (i quali costringono l’aria fredda a sollevarsi verso l’alto raggiungendo velocemente la saturazione e condensandosi in imponenti annuvolamenti), dando luogo a precipitazioni sparse risultate nevose fin quasi a quote collinari.
Queste precipitazioni nevose fresche, a tratti rese intense e persistenti dal “forcing” orografico eretto da questi rilievi nei confronti della fredda ventilazione settentrionale, ha favorito importanti accumuli di neve fresca sulle aree montuose pirenaiche. Localmente, nei punti maggiormente esposti a nord, gli accumuli di neve fresca hanno raggiunto i 40 cm, arrivando a superare il mezzo metro di spessore. Per la Spagna si tratta della prima vera ondata di freddo dall’inizio del 2016.
Ondata di freddo che finalmente riesce ad interrompere l’incredibile sequenza di temperature miti e giornate caratterizzate da valori termici di oltre +6°C +7°C superiori alle medie del periodo. Durante l’afflusso delle masse d’aria più fredde, d’estrazione polare marittima, si sono create delle condizioni d’instabilità, coadiuvate anche da una marcata “anomalia della tropopausa dinamica” indotta dalla componente spiccatamente meridiana del “getto polare” al traverso della Spagna, che è stata capace di produrre nuove precipitazioni.
Fenomeni che date le isoterme, particolarmente basse, e l’abbassamento della quota dello “zero termico”, hanno assunto prevalente carattere nevoso fin dai 700-800 metri di altezza. Queste nuove precipitazioni prodotte dall’instabilità all’interno dell’aria fredda post-frontale hanno colpito gli esposti versanti settentrionali, dei Pirenei che della Cordigliera Cantabrica, dove la neve fresca ha imbiancato per bene le principali vette, dipingendole di bianco fino alle sottostanti vallate.
Ma un po’ di neve è caduta fino a bassa quota pure sul Sistema Iberico e nel Sistema Centrale, con nevicate prevalentemente deboli o di moderata intensità, in grado di imbiancare i principali comprensori montuosi dalle basse quote, regalando dei paesaggi decisamente più consoni per la stagione invernale. In alcune strade di montagna della Spagna settentrionale, causa la probabile formazione di insidiose lastre di ghiaccio sulle zone innevate di fresco, è stato reso obbligatorio l’utilizzo delle catene e delle gomme da neve. Altre strade montane dei Pirenei invece rischiano la chiusura temporanea, per gli ingenti accumuli di neve lungo le carreggiate.