Onde gravitazionali, Enea: “E’ un punto di inizio, aumenta il potenziale d’indagine”

E’ un punto di inizio, un risultato straordinario, perché è la verifica dopo 100 anni dalla teorizzazione di un grande pensatore come Einstein“. Così Emilio Santoro, del Laboratorio Reattori Nucleari di Ricerca ENEA Casaccia. “Ora stiamo fondiamo l’astronomia gravitazionale, che ci permetterà di indagare soprattutto laddove, nell’universo, ci sono fenomeni catastrofici che coinvolgono oggetti pesanti. Attraverso lo studio di queste onde avremo informazioni più immediate, come quelle dei buchi neri. E’ il fondamento della nascita di una nuova astrofisica, per fare luce su ciò che è avvenuto secoli fa”.

E il contributo italiano non è stato indifferente: “Il laboratorio Virgo situato a Cascina, vicino Pisa, è un altro osservatorio interferometrico, che ha lavorato in parallelo al LIDO statunitense – precisa Santoro – Le onde gravitazionali sono molto difficili da rilevare, perché è necessario verificare misure che viaggiano nell’ordine di un miliardesimo di miliardesimo di metro, ed è necessario che non vi siano interferenze terrestri, dunque è necessario che tutti i rilevatori lavorino contemporaneamente“. Una missione quasi impossibile, dunque, ma che gli scienziati sono riusciti a portare a termine, ma il lavoro da fare è ancora tanto. “Virgo si sta estendendo per poter contribuire maggiormente in prima linea e iniziare  una campagna di analisi osservative, per entrare ancora più nel dettaglio e migliorare l’attuale situazione sperimentale“, conclude Santoro, che precisa come la scoperta aumenti “il potenziale di indagine rispetto agli attuali metodi, grazie alla strutturazione di un sistema di satelliti per costruire una rete a grandissima distanza“.