Salute: “gli italiani utilizzano ancora troppi antinfiammatori e pochi oppioidi”

Il dolore oncologico e non, oltre alla sofferenza fisica causa anche disturbi psicologici, come: disturbi del sonno, sindromi ansioso-depressive, aumento di stress, disabilità, consulti multipli di vari specialisti e altro. In Europa riguarda 80 milioni di persone, provoca 500 milioni di giorni di malattia all’anno, con costi fino al 3% del Pil europeo. “E che troppo spesso è sotto-trattato o mal-trattato, specie in Italia dove, nonostante norme all’avanguardiadice Enrico Polati, Presidente Associazione Italiana per lo Studio del Dolore (AISD) – si continuano a utilizzare troppo gli antinfiammatori non steroidei (Fans) e poco gli oppioidi“. “I Fans – denuncia Polati – sono indicati solo per il dolore acuto con spiccata componente infiammatoria e per breve tempo, ma nel dolore cronico sono da evitare per la loro tossicità: lesività gastrica, insufficienza renale acuta e anche aumentato rischio cardiovascolare. Al contrario, gli oppioidi sono più indicati per il trattamento del dolore, cronico e acuto“.

oppioidi Ma l’Italia è sempre stato uno dei Paesi con minore consumo di oppioidi: con la legge 38, dal 2009 al 2013 il consumo di questi farmaci è aumentato da 2,5 a 5,2 dosi/giorno per 1000 abitanti. “Ciononostante siamo ultimi tra i maggiori 5 Paesi europei – dice Polati – con un consumo di 397 milioni di dosi, rispetto ai 761 milioni di Spagna, 1160 di Germania, 2400 di Francia e ai 5580 milioni del Regno Unito“. Secondo Vittorio Guardamagna, direttore della Terapia del dolore all’Istituto Europeo di Oncologia, questo è dovuto alla permanenza di vecchie barriere culturali“. In Italia, ad esempio, una volta su due si ricorre a cure inappropriate: nonostante gli avvertimenti di AIFA ed EMA, è tuttora diffuso l’impiego prolungato di Fans, che non andrebbero mai somministrati oltre le tre settimane. Al contrario, le linee guida indicano gli ‘oppioidi forti’ per la cura del dolore cronico moderato-severo“. Per Polati e Guardamagna, però, non si sono scuse visto che oggi è disponibile in Italia il dosaggio massimo giornaliero dell’associazione ossicodone/naloxone a rilascio prolungato. Questa accoppiata è dovuta al fatto che, si eliminano tutti gli effetti indesiderati del primo farmaco, la stipsi, che nei pazienti oncologici interferisce anche con la terapia.