Scoperta delle onde gravitazionali: sarebbe una rivoluzione come il bosone di Higgs

A cento anni di distanza da quando Albert Einstein ne teorizzo’ l’esistenza, arrivano per la prima volta dati effettivi circa l’osservazione diretta delle onde gravitazionali. Si tratta di una scoperta che ha una enorme rilevanza dal punto di vista scientifico. Le onde gravitazionali sono infatti delle increspature, delle onde appunto prodotte nel tessuto spazio-tempo dal passaggio dei corpi celesti. Sono, dei fenomeni che definiscono molto bene la natura dell’Universo e allo stesso tempo molto difficili da rilevare perche’ cosi’ come queste onde causano delle contrazione del tessuto spaziotempo, coinvolgono in questa oscillazione anche l’osservatore e lo strumento di osservazione. La mera osservazione di questo fenomeno e’ pertanto considerato davvero eccezionale.

onde gravitazionali 02Non a caso, nelle settimane scorse e’ stato tutto un susseguirsi di rumors da parte della comunita’ scientifica e dei giornalisti, circa l’annuncio della scoperta. Gli studi che annunciano la scoperta delle onde gravitazionali dovrebbero essere due: uno sara’ pubblicato su Nature, l’altro invece sulla rivista Phisycs Reviews Letters. Alla scoperta hanno collaborato sia direttamente che indirettamente anche numerosi ricercatori italiani. Alcuni di loro hanno guidato dei gruppi di ricerca afferenti allo stesso esperimento che ha visto e misurato le onde gravitazionali(LIGO), confermando quindi gli articoli scientifici, altri invece hanno dato un contributo indiretto, attraverso l’analisi e la verifica dei dati raccolti dall’esperimento americano. Le onde gravitazionali sarebbero state osservate in due distinte circostanze. I dati della seconda osservazione avvenuta a settembre sarebbero pero’ ancora in fase di analisi e di verifica.

Dopo l’annuncio di una conferenza stampa per giovedì 11 febbraio in simultanea fra Italia e Stati Uniti continuano a intensificarsi le voci sulla scoperta negli ambienti scientifici. Ma perchè c’è tanta attesa da parte della comunità scientifica? “Sarebbe una rivoluzione scientifica, che aprirebbe una nuova frontiera“, dichiara all’ANSA Valeria Ferrari, esperta del dipartimento di Fisica dell’università Sapienza di Roma e ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). La scoperta avrebbe una portata confrontabile a quella del bosone di Higgs. Anche in questo caso ci sarebbe la conferma di un fenomeno previsto da decenni. Le onde gravitazionali erano state previste un secolo fa dalla teoria della relatività di Albert Einstein. ‘‘La scoperta delle onde gravitazionali sarebbe una nuova conferma, ma non sarebbe questo l’aspetto rivoluzionario perchè la teoria della relatività di conferme ne ha avute tante“, aggiunge Valeria Ferrari. La portata rivoluzionaria sarebbe invece nel fatto che “si aprirebbe una nuova frontiera“. Vale a dire che fisici, astrofisici e astronomi avrebbero a disposizione una nuova ‘finestra’ dalla quale osservare l’universo. Ad esempio, sono noti i buchi neri stellari e quelli supermassivi che si trovano al centro delle galassie, “ma che cosa c’è in mezzo? Esistono buchi neri intermedi? Al momento non lo sappiamo. Con le onde gravitazionali sarebbe possibile scoprilo“.

Onde gravitazionali: di cosa si tratta e come si misurano