Comincia a divenire critica la situazione in vaste aree del nord Italia, dopo settimane, anzi mesi di piogge “mancate”. Mai come in questo periodo dell’anno i grandi bacini idrografici del nord Italia hanno sofferto una carenza idrica di questa portata. I grandi fiumi sono in magra, fra cui il Po o il Piave, che stanno vivendo una spaventosa riduzione di portata, tanto da rendere sempre più difficoltosa la navigazione fluviale, causa la formazione di isole e isolotti di sabbia e ghiaia che rendono impossibile il passaggio. Ma i danni più grossi, come sempre, li pagano gli agricoltori che ora, in vista della primavera, rischiano di vedere i propri raccolti andare in fumo, con un inevitabile impennata dei prezzi e serie conseguenze nelle esportazioni nell’agroalimentare, fiore all’occhiello dell’economia italiana.

Il passaggio di una serie di saccature, seppur in parte, ad erodere il bordo più settentrionale dell’imponente anticiclone dinamico, che da settimane, per non dire mesi, domina lo scenario meteorologico sul bacino del Mediterraneo. Già domani il passaggio della prima saccatura, il cui ramo più meridionale si elongherà fino alle nostre regioni settentrionali, determinare un veloce peggioramento, con l’arrivo di piogge, generalmente deboli o al più di moderata intensità, che bagneranno le regioni del nord, ed in modo particolare il nord-est, specie il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. Sulle Alpi tornerà a nevicare, seppur a quote ancora elevate per il periodo.