Neppure febbraio e marzo piovosi potranno compensare il deficit idrico che minaccia risaie e più in generale il comparto agricolo tra Piemonte e Lombardia. E’ allarmante il quadro fatto oggi, a Novara, all’incontro tra l’Associazione Irrigazione Est Sesia, i rappresentanti delle organizzazioni di categoria agricola di Piemonte e Lombardia e dell’Ente Nazionale Risi. “Qualora si protragga l’eccezionale e drammatica situazione di scarsità di piogge e neve – è stato spiegato – i rischi che potrebbe correre l’intero comparto agricolo compreso tra i fiumi Dora Baltea e Ticino sarebbero enormi. Già oggi si possono prevedere significativi deficit a partire dalla seconda metà di giugno, fino al termine della stagione irrigua estiva”. Quindi, “a meno di piogge ben distribuite nell’arco dei mesi estivi, le uniche fonti di risorsa idrica a sostegno delle irrigazioni della Pianura Padana saranno i volumi accumulati nei laghi prealpini”. Gli agricoltori, in particolare, chiedono per il Lago Maggiore “di raggiungere in primavera la quota di invaso di + 1,50 metri, in deroga alle attuali regole che impongono per i mesi primaverili l’altezza massima di 1 metro rispetto allo zero idrometrico di Sesto Calende”.
Siccità, allarme dei risicoltori: se non torna la pioggia in pianura Padana si rischia il crac
