Siccità, nelle campagne del Veneto scatta lo “stato di allerta”

Dopo due mesi senza pioggia anche gennaio si è chiuso nel segno della siccità e ormai nelle campagne scatta lo stato d’allerta. I laghi e i fiumi veneti dal Piave al Brenta, dal Bacchiglione all’Adige, compresi gli affluenti come l’Astico, sono ai livelli minimi e molti corsi secondari sono in secca. La penuria d’acqua e di precipitazioni potrebbero avere delle conseguenze pesanti per l’agricoltura: a mancare non è solo la scorta di risorsa idrica per la primavera ma anche l’apporto irriguo necessario per la crescita delle colture. Coldiretti Veneto ricorda le anomalie di questo inverno con temperature per lo più al di sopra della media stagionale. Il persistere di questi valori fuori norma porta a conseguenze negative sulle colture orticole a pieno campo, in particolare gli ortaggi di pregio come il radicchio, coltura diffusa su tutto il territorio che necessita di gradi zero. La preoccupazione degli agricoltori si estende anche le colture cerealicole che nelle prossime settimane riprenderanno la crescita dopo il riposo invernale.

siccita“Con i corsi d’acqua in secca – sostiene Coldiretti – sarà un problema anche programmare le semine primaverili. Soffrono i cavolfiori, le verze, ai broccoli, prodotti tipicamente di stagione, in pericolo anche le tipicità ”top” la cui raccolta è prevista per i prossimi mesi come l’asparago bianco. Gli alberi da frutto e la vite, per ora, possono attingere in profondità però il perdurare della situazione meteorologica non faciliterà l’approvvigionamento causa l’aridità delle falde”. ”Se l’allarme per le colture in aperta campagna è già scattato – sottolinea Coldiretti – per quelle che verranno il timore è che senza neve in montagna non ci siano neppure le scorte necessarie per irrigarle”. ”La nostra produzione agricola è fortemente dipendente dalla disponibilità di acqua – conclude Coldiretti – la questione riguarda pure i Consorzi di Bonifica costretti a fare i conti con una eccezionale assenza di risorsa”.