Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente della Camera, lancia una proposta per contrastare l‘inquinamento che da troppo tempo attanaglia le città: ” servono misure di medio e lungo termine” ha esordito. “Le misure tampone che si adottano sotto emergenza aiutano, ma non risolvono il problema. Combattere l’inquinamento richiede un cambiamento di politiche che puo’ essere utile anche per l’economia, per sostenere un modello di sviluppo piu’ sostenibile, innovativo e a basso tenore carbonio“.
“La siccita’ e l’inquinamento urbano sono due facce della stessa medaglia- ha continuato- e ci devono spingere a prendere sul serio le indicazioni venute dalle Conferenza sul Clima di Parigi le misure che servono per salvaguardare i nostri polmoni in citta’, dove smog e polveri sottili sono dovuti soprattutto a traffico e riscaldamento, sono in gran parte le stesse che servono per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Sul fronte dei trasporti, con il ministro Delrio, si sta dando priorita’ alla cura del ferro, al trasporto pubblico, alla mobilita’ sostenibile”.
“L’inquinamento legato alla produzione di calore e’ responsabile di circa il 40% delle emissioni di polveri sottili, oltreche’ di molti altri inquinanti e di CO2, un contributo alla riduzione di queste emissioni puo’ venire dal nuovo Conto termico, sboccato grazie anche alle pressioni delle mie tre interrogazioni sul tema, che ha una dotazione di 900 milioni di euro, 200 per istituzioni pubbliche e 700 per i privati ; una misura che si aggiunge all’ecobonus, che ha gia’ dimostrato la sua efficacia anche nel rilancio di un settore importante come l’edilizia nel segno della qualita'”.
Ricorda Realacci ” Nel 2014 ilcredito di imposta per ristrutturazioni e risparmio energetico ha infatti prodotto 28,5 miliardi di investimenti e 425mila posti di lavoro fra diretti e indotto, qualificando il sistema imprenditoriale del settore, riducendo i consumi energetici, l’inquinamento e le bollette delle famiglie”. Sulle emissioni delle auto ha inoltre dichiarato “l’Europa ha fatto un passo falso: e’ vero che i test sulle emissioni fatti in laboratorio erano un imbroglio, ma ha alzato troppo i limiti, senza attivare un sistema unico di controlli capace di dare certezze a tutti i cittadini”.
