Nella zona di Pescara la lotta allo smog viene effettuata anche attraverso il monitoraggio dell’atmosfera in mare aperto. Una collaborazione tra il Centro di Eccellenza Cetemps dell’Università dell’Aquila, il Cirsam e la Posidonia s.r.l. ha visto nascere l’idea di installare una stazione meteorologica ed un analizzatore di ozono sulla Torre a mare Posidonia a 5.3 km dalla costa. La stazione è unica nel mare Adriatico e i dati di temperatura, umidità, pressione, ozono, direzione e velocità del vento, saranno trasmessi in tempo reale ad un server del Cetemps che li pubblicherà su una pagina web. L’installazione è stata curata da Piero Di Carlo del Cetemps dell’Università dell’Aquila, da Antonio Teodori amministratore della Posidonia s.r.l., proprietaria della Torre, e dal campione di pallanuoto Marco D’Altrui. Per la strumentazione scientifica è stato potenziato il sistema a pannelli solari per la produzione di energia elettrica presente sulla Torre Posidonia. Le misure in mare potrebbe aiutare a capire gli effetti della brezza marina nel degrado della qualità dell’aria nell’area metropolitana di Pescara, integrando in maniera sinergica i dati off-shore con quelli sulla costa della rete osservativa dell’ARTA. L’attività di monitoraggio e ricerca verrà affiancata da un percorso formativo, nell’ambito del progetto lauree scientifiche del Dipartimento di Scienze Fisiche e Chimiche dell’Università dell’Aquila, che, in collaborazione con Il Liceo Scientifico Galilei di Pescara, porterà un gruppo di studenti sulla Torre per partecipare ai lavori di calibrazione periodica della strumentazione. Gli studenti, seguiti dai docenti del Liceo Galilei, Rosa Zollo e Fabrizia Floro, e da Piero Di Carlo dell’Università dell’Aquila, analizzeranno i primi dati osservati e realizzeranno un seminario finale in cui verranno illustrati i risultati ottenuti. La Torre Posidonia è il sito ideale per realizzare un centro di ricerche, unico e di rilevanza internazionale, per lo studio dell’atmosfera, della qualità delle acque, dell’erosione costiera, della flora e fauna marina. “La stazione appena realizzata è il primo seme – si legge in una nota dell’Ateneo aquilano – totalmente autogestito e senza nessun finanziamento, per un laboratorio che oltre alla ricerca e sviluppo può essere ottimo anche dal punto di vista educativo e formativo per sensibilizzare le nuove generazioni all’importanza della tutela dell’atmosfera e del mare. La speranza è, quindi, che attorno a questa iniziativa possa nascere un laboratorio del mare unico nel Mediterraneo per studi su tematiche importanti come i cambiamenti climatici, la qualità dell’aria e delle acque, la tutela dell’ecosistema marino, in collaborazione con le Università abruzzesi, centri di ricerca, l’ARTA, la Regione Abruzzo ed i Comuni costieri”.
