Lo specchio primario di volo di Cheops, la piccola missione dell’Agenzia spaziale europea (Esa) per lo studio dei pianeti extrasolari, ha appena iniziato il processo di finitura della superficie e di lucidatura. Cheops, secondo quanto riferisce il sito web dell’Asi, e’ il primo satellite completamente dedicato alla caratterizzazione dei pianeti di piccole dimensioni. Puntera’ stelle gia’ note per ospitare pianeti, misurando ad altissima precisione la variazione di luminosita’ stellare prodotta quando il pianeta si trova a transitare davanti alla stella riuscendo quindi a misurarne la dimensione ed altre caratteristiche con alta precisione. Grazie al supporto dell’Asi, il telescopio di Cheops, un riflettore di 320 millimetri di diametro, molto compatto (e’ di solo 300 mm la lunghezza del tubo ottico principale), e ottimizzato per misure fotometriche ad altissima precisione, e’ stato progettato dai ricercatori dell’Inaf di Padova e Catania, ed e’ in fase di realizzazione presso gli stabilimenti della Divisione Sistemi Avionici e Spaziali di Finmeccanica a Campi Bisenzio alle porte di Firenze.

Cheops cerchera’ di determinarne la dimensione, che unita alla massa, ci informa sulla struttura, se rocciosa o gassosa, del pianeta”. “La realizzazione del telescopio di Cheops e’ un riconoscimento della leadership italiana nel campo dell’ottica raggiunta in questi anni dalla comunita’ scientifica e dall’industria del nostro Paese. L’Asi considera che la missione Cheops, in aggiunta all’importante tematica scientifica dello studio dei pianeti extrasolari, rivesta una particolare importanza strategica per gli aspetti tecnologici, anche in vista della realizzazione dei 34 Telescopi che saranno forniti dall’Italia per la missione Plato” aggiunge Barbara Negri Responsabile dell’Unita’ Osservazione e Esplorazione dell’Universo dell’Asi e advisor del Science Programme Board dell’Esa che ha selezionato la missione.
“Un pezzo di eccellenza italiana sara’ a bordo di Cheops”, dice ancora Roberto Ragazzoni, ricercatore dell’Inaf responsabile del sistema ottico del satellite. “Questo sistema ottico e’ il frutto del lavoro di una squadra che unisce astronomi ed ingegneri degli Osservatori Astronomici, Universita’ e l’industria Italiana in primis. Garantisce una focalizzazione della luce stellare particolarmente stabile anche nell’ostile ambiente dello spazio circumterrestre”. Il progetto ottico del telescopio e’ stato guidato dalla necessita’ di produrre fotometria stabile e ad altissima precisione. Oltre la progettazione ottica degli specchi e dell’ottica di piano focale, i ricercatori impegnati nel progetto hanno anche curato l’analisi della luce diffusa.
