E’ terminata l’installazione del 18° e ultimo specchio del James Webb Space Telescope (Jwst), il telescopio spaziale che tra poco più di due anni sarà in orbita per raccogliere il testimone di Hubble.
Una tappa di grande importanza – scrive l’Agenzia spaziale italiana sul suo sito web -, giunta dopo oltre un decennio di studi, lavori e test e che si è conclusa con successo il 3 febbraio scorso nelle strutture del Goddard Space Flight Center della Nasa.
Il nuovo telescopio, che a ottobre 2018 verrà lanciato dalla base di Kourou in Guyana francese a bordo di un vettore Ariane 5, è frutto di una collaborazione internazionale tra Nasa, Esa e Canadian Space Agency (Csa).
L’installazione degli specchi nella struttura del Jwst – spiega ancora l’Asi – è stata effettuata in camera pulita con un braccio robotico. Ogni specchio ha una forma esagonale, misura in larghezza oltre un metro e pesa circa 40 kg. L’intera superficie riflettente, una volta che sarà completamente dispiegata quando il telescopio sarà in orbita, avrà un diametro di 6 metri e mezzo, quasi tre volte quello di Hubble.
I 18 segmenti di specchio sono stati realizzati in berillio, un metallo scelto per le sue caratteristiche termiche e meccaniche in relazione a bassissime temperature, e sono ricoperti d’oro invece del consueto alluminio. L’oro, infatti, è in grado di riflettere in maniera più adeguata la radiazione infrarossa.
Il telescopio deve il suo nome a James Webb (amministratore della Nasa dal 1961 al 1968), ed è stato pensato per essere il più grande e potente mai lanciato prima d’ora e per studiare ogni fase della storia dell’Universo.
Per un paio di anni Webb potrebbe operare insieme al suo celebre predecessore Hubble. Lo storico telescopio Nasa-Esa, che il 24 aprile 2015 ha festeggiato 25 anni nello spazio, è ancora in attività e si stima che la sua vita operativa possa protrarsi sino al 2020.
Spazio, completato lo specchio del telescopio erede di Hubble
