Stampare in 3d nello spazio e’ sempre piu’ una realta’. Lo ha dimostrato l’astronauta Scott Kelly sulla Stazione spaziale internazionale (Iss) che ha attivato Portable on Board Printer 3D, la stampante tridimensionale progettata e realizzata in Italia che ha l’obiettivo di creare pezzi di ricambio e strumenti di lavoro direttamente in orbita. Durante l’esperimento, iniziato alle 13 di oggi durato un’ora – si legge in una nota dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) tutto si e’ svolto in modo nominale ed e’ stato creato un piccolo oggetto di PLA, una plastica biocompatibile e biodegradabileche, una volta espulsa, permette di comporre le forme 3D. L’intera sessione e’ stata filmata attraverso una finestra trasparente della stampante stessa, consentendo il monitoraggio visivo da terra. L’oggetto fabbricato verra’ comparato con un altro analogo stampato a terra, per poter approfondire le diversita’ strutturali. La stampante – prosegue la nota – e’ un oggetto tecnologicamente molto avanzato. Deve sottostare ai vincoli estremamente rigorosi che qualunque hardware a bordo della Stazione Spaziale deve rispettare, per consentirne il funzionamento in assenza di gravita’. L’esperimento della stampante 3D e’ stato ideato da Altran Italia, che nel 2013 ha vinto il bando di ‘Volo Umano Spaziale per Ricerche e Dimostrazioni Tecnologiche sulla Stazione Spaziale Internazionale’ promosso dall’Asi. Il progetto ha visto la collaborazione di Altran Italia come prime contractor e responsabile del concept meccanico e di sistema, Thales Alenia Space per gli aspetti di PA/Safety e di integrazione alla Iss e IIT per la caratterizzazione e l’analisi post-flight.

L’esperimento è durato circa un’ora ed è stato filmato attraverso una finestra trasparente della stampante stessa, consentendo il monitoraggio visivo dalla Terra. L’oggetto – che, di fatto, è il primo prodotto “made in Italy” a essere stato fabbricato direttamente nello Spazio – verrà comparato con un altro analogo stampato a terra, per poter studiare le eventuali diversità strutturali.
La stampante 3D, creata per produrre pezzi di ricambio e strumenti di lavoro direttamente in orbita, è un oggetto tecnologicamente molto avanzato. Deve sottostare ai vincoli estremamente rigorosi che qualunque hardware a bordo della Stazione Spaziale deve rispettare, per consentirne il funzionamento in microgravità.
“Il progetto ha coinvolto un team coordinato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), in costante contatto con la Nasa, composto da tecnici e ricercatori di tre industrie nazionali – ha commentato Gabriele Mascetti responsabile dell`unità Volo Umano e Microgravità dell`Asi – l’utilizzo in orbita della Portable on Board Printer rappresenta un’ulteriore dimostrazione della capacità italiana di ambire e raggiungere traguardi di elevato livello, sia in termini di successo tecnologico che di efficace cooperazione internazionale”.
La Portable on board printer rappresenta il primo passo verso l`autoproduzione strumenti e ricambi in orbita. In futuro sarà possibile creare dei veri e propri impianti di produzione digitale e automatizzata a bordo della ISS e di altri veicoli, riducendo notevolmente il costo delle missioni spaziali.
La stampante 3D, partita per la Iss con il cargo Cygnus lo scorso 6 dicembre e arrivata a destinazione il 9, è stata ideata da Altran Italia che, nel 2013 ha vinto il bando di “Volo Umano Spaziale per Ricerche e Dimostrazioni Tecnologiche sulla Stazione Spaziale Internazionale” promosso dall`Asi.
Il progetto ha visto la collaborazione di Altran Italia come prime contractor e responsabile del concept meccanico e di sistema e di Thales Alenia Space, azienda del gruppo Finmeccanica, per gli aspetti di Pa/Safety e di integrazione alla ISS e IIT per la caratterizzazione e l`analisi post-flight.
