Lo spettacolare ciclone extratropicale, con un minimo barico al suolo sceso sotto i 950 hpa, che da diverse ore spiraleggia nel tratto di oceano poco a sud dell’Islanda, continua ad essere supportato dal poderoso “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto polare”) che dalle coste del Canada orientale si dipana verso l’Atlantico settentrionale. Difatti il forte “gradiente di geopotenziale” in quota, che si è venuto a scavare fra l’Artico canadese, la Groenlandia e l’Atlantico occidentale, ha causato un significativo rinforzo del ramo principale del “getto polare”, che in queste ore sorvola l’Atlantico nord-occidentale con un potente “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto polare”) che avrà il merito di erodere il margine più settentrionale dell’anticiclone azzorriano, favorendo un “tilting” verso est del promontorio oceanico, il quale si spingerà con le proprie propaggini più orientali fino al traverso delle Alpi.

Il potentissimo ciclone extratropicale, avvicinandosi al Regno Unito, portò violenti venti di tempesta che raggiunsero picchi estremi di ben 194 km/h nel nord-ovest della Scozia. Il potente “gradiente barico orizzontale” che si è venuto a creare lungo il margine occidentale e meridionale di questo immenso ciclone extratropicale ha attivato potenti tempeste di vento, in grado di raggiungere l’intensità di uragano, con venti violenti, prevalentemente da Nord, N-NE e NE, che hanno raggiunto punte di ben 170-180 km/h nelle raffiche, lungo l’Atlantico nord-occidentale, ed in modo particolare lungo lo Stretto di Danimarca, nel tratto di oceano ad ovest delle coste islandesi, dove si sono raggiunte le massime velocite.
Fortunatamente, i venti più violenti associati a questo potentissimo ciclone extratropicale, non hanno interessato le terre emerse, se non marginalmente le coste sud-orientali della Groenlandia e quelle più meridionali dell’Islanda, lambite da forti burrasche da Ovest e O-SO. I venti più violenti nelle ultime ore hanno spazzato una parte del mare della Groenlandia e lo Stretto di Danimarca. La profondissima circolazione ciclonica, di tipo extratropicale, contrastando con la cellula anticiclonica, di origine termica, presente sopra il Plateau groenlandese ha determinato una notevole contrapposizione di isobare, con lo sviluppo di un “gradiente barico orizzontale” particolarmente esplosivo anche sul lato settentrionale della suddetta depressione.
Questo forte “gradiente barico orizzontale”, che ha disteso i propri massimi in corrispondenza dello Stretto di Danimarca, nella giornata di ieri, venerdì 5 Febbraio 2016, ha causato l’attivazione di furiose tempeste di vento da N-NE e NE, con raffiche che hanno oltrepassato i 170-180 km/h fra lo Stretto di Danimarca e le coste nord-occidentali islandesi.
