Terremoto L’Aquila: lo stress del sisma ha influenzato il sesso di numerosi feti

Il sisma del 2009 all’Aquila ha causato diverso stress sui feti tanto da influenzare il numero di nascite tra sessi, con una riduzione di fiocchi azzurri già qualche mese successivo alla tragedia. Questo è quanto emerge da uno studio, che è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale “The scientific world journal“, che è stato condotto dal reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di L’Aquila, diretto dal professor Gaspare Carta. L’indagine ha visto la partecipazione della professoressa Angela D’Alfonso, che dirige il Pelvic center. Lo studio si inserisce in complesse ricerche, che hanno riguardato diversi terremoti e catastrofi. Dalla ricerca è emerso che, il rapporto numerico tra i sessi si è ridotto ad un terzo. “Tutto ciò”, affermano Carta e D’Alfonso, “perché gli eventi stressanti hanno un effetto negativo sulla gravidanza e tendono a colpire soprattutto la progenie maschile. L’approfondimento, negli anni successivi, ha fatto emergere che la sex ratio tornava ai valori consueti man mano che si ci allontanava dalla data del sisma“. Dalle analisi è emerso che più del 70% di donne ha deciso di interrompere i metodi contraccettivi a causa “del forte, sopraggiunto desiderio di maternità confermato, dati alla mano, dal crescente incremento di natalità registrato dopo la scossa“: 874 nati nel 2010, 1.010 nell’anno successivo e 1.042 nel 2012. “E’ facilmente intuibile“, commentano gli autori della ricerca, “che la pianificazione della gravidanza è diventa una strategia per superare lo stress. Insomma, era necessario investire in progetti futuri e reinterpretare positivamente l’evento negativo per accettare e metabolizzare il trauma“.