Tumore al sangue: passi in avanti nello sviluppo di nuove terapie

Le infezioni sono combattute ogni giorno dai macrofagi, le guardie coordinate dal nostro sistema immunitario. Queste sentinelle, però, contribuiscono all’aumento della leucemia linfatica cronica, cioè il tumore del sangue più diffuso nel mondo occidentale. A rivelarlo è uno studio condotto dai ricercatori dell’Ospedale San Raffaele di Milano, pubblicato sulla rivista Cell Reports. Lo studio, grazie ad un finanziamento dell’Associazione Italiana per la Ricerca contro il Cancro, ha individuato nuove strategie in grado di colpire i rapporti dei macrofagi con le cellule leucemiche, così da ideare una nuova terapia tramite gli anticorpi. La leucemia linfatica cronica ogni anno colpisce una persona su 10mila dopo i 60 anni e prevede l’accumulo di linfociti B maligni nel midollo osseo, nel sangue ed in altri organi. Al momento, qualora alcuni pazienti si ammalassero di una forma aggressiva, non esistono terapie in grado di curarla. Gli scienziati  “osservando che la malattia non progredisce o addirittura regredisce in assenza dei macrofagi. L’unicità della scoperta sta nel potenziale traslazionale e terapeutico dei risultati ottenuti” cioè la possibilità, che si arrivi presto a curare i pazienti poiché farmaci diretti contro i macrofagi sono attualmente in fase di sperimentazione clinica. La nostra speranza – concludono – è che i pazienti affetti da malattie linfoproliferative possano beneficiare in futuro di questi nuovi approcci terapeutici“.