Il virus Zika influenza anche le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Marina Alabau, oro olimpico della tavola a vela, ha contratto il virus a dicembre dopo aver gareggiato a Rio. “Ho avuto tutti i sintomi del virus – ha raccontato la Alabau – e mi sono venute macchie rosse in tutto il corpo. Poi dolori articolari. I medici mi hanno detto che ho preso la Zika, anche se in quel momento non se ne parlava così tanto. Ora vorrei capire se sono immunizzata“. La campionessa vuole difendere il proprio titolo anche se “non porterei mia figlia a Rio per i Giochi – ha precisato la Alabau – però se qualche atleta decide di non partecipare mi sembra un’esagerazione“. Molti sono però gli atleti dubbiosi. Tra questi il portiere degli Usa donne Hope Solo, nonostante il Brasile continui a spiegare che non vi siano pericoli. “Finora nessun paese ha manifestato l’intenzione di rinunciare ai Giochi di Rio. Ma ciò non esclude che stiamo affrontando molto seriamente la questione della Zika – dichiara il presidente del Cio Thomas Bach, parlando a Lillehammer. “Pensiamo che per atleti e spettatori presenti a Rio ci saranno tutte le condizioni di sicurezza – ha aggiunto – e da parte dell’Oms non ci sono stati divieti“. Il capo della commissione medica, Richard Budgett, ha specificato che “assolutamente, non c’è alcuna possibilità che la sede dell’Olimpiade 2016 venga spostata a causa del virus Zika. Nessuno da parte dell’Oms o delle autorità locali ce lo ha chiesto“. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Ministro dello sport brasiliano, George Hilton che dichiara come “le Olimpiadi di Rio de Janeiro sono definitivamente garantite e saranno un grande evento“. Non sembra pensarla diversamente il sindaco Eduardo Paes, che spiega come “nel periodo in cui sarà l’Olimpiade la zanzara dello Zika non starà nel suo ambiente e non starà procreando. Non voglio minimizzare il problema, ma non esageriamo facendone un ‘caso olimpico’. A Rio in passato ci sono stati molti più casi di dengue che di Zika, ma la situazione è decisamente migliorata“. Il dubbio e la paura comunque rimangono, come ribadisce il ct del tiro a volo azzurro Mirko Cenci, che da domani e per sei giorni vedrà il suo team allenarsi a Dubai con lo sceicco Juma Al Makyoum, membro della famiglia reale, in preparazione alle Olimpiadi. Il Coni sta comunque elaborando un piano di collaborazione con l’Istituto Spallanzani per prevenire il virus.
