Virus Zika: “di ritorno dai Paesi a rischio utilizzate il profilattico per un mese”

Emanuele Nicastri, infettivologo dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma dichiara che “la trasmissione sessuale di Zika non è una novità. E’ già stata dimostrata in almeno un caso prima del recente report nordamericano. Infatti le autorità sanitarie già consigliano l’uso del profilattico al ritorno dai Paesi endemici per Zika, per almeno un mese“. “Il virus Zika – continua l’esperto all’AdnKronos Salute – è stato infatti isolato nel sangue, nelle urine e anche nello sperma dei pazienti affetti da questa infezione. Per cui vi era già un sospetto, nel primo caso poi dimostrato, di trasmissione sessuale, proprio per l’evidenza del virus nel liquido spermatico. Da qui le raccomandazione delle autorità sanitarie“, continua Nicastri. “L’unica categoria di pazienti che deve essere sorvegliata e monitorata – ricorda Nicastri – sono le donne che hanno cominciato una gravidanza nei Paesi colpiti o che abbiano viaggiato, incinte, in aree a rischio. In questi casi, anche se non hanno avuto sintomi febbrili, è bene che si rivolgano a un centro di malattie infettive per un controllo“. Ad esclusione di questi casi, però, il virus Zikaè paragonabile – conclude Nicastri – a una normale influenza. Anzi, nel 80% dei casi l’infezione è asintomatica. Quindi potrebbe essere che abbiamo già avuto casi di cui non ci siamo nemmeno accorti“.