All’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma è attivo un piano di assistenza dedicato alle future mamme. “Il virus Zika – spiega all’AdnKronos Salute Emanuele Nicastri, infettivologo della struttura – rappresenta un rischio solo in caso di gravidanza, per il pericolo di microcefalia del feto. In altri casi non è un’infezione particolarmente temibile“. Alle donne provenienti dalle aree colpite da Zika “consigliamo cosa fare, effettuiamo le analisi del sangue necessarie e indichiamo il tipo di ecografia da fare“. Fino ad ora, però, non si sono presentate pazienti da controllare. Dall’inizio dell’epidemia, allo Spallanzani sono state valutate tre pazienti, di cui a due è stata confermata la diagnosi. “Ma si trattava di tre uomini“, informa Nicastri che invita ad evitare allarmismi. “E’ una situazione a cui prestare attenzione, da valutare e studiare – conclude Nicastri – e la dichiarazione di emergenza permette di mobilizzare prima ricerca, fondi, personale. Il cambiamento climatico ci mette di fronte a novità epidemiologiche che vanno affrontate al meglio“.
Zika: allo Spallanzani di Roma piano per donne incinte provenienti da zone colpite
LaPresse/Reuters
