Uno studio inglese riportato sulla rivista Emerging Infectious Diseases ha rivelato che il virus Zika può rimanere nello sperma per due mesi: il caso preso in esame dai ricercatori riguarda un uomo di 68 anni, di nazionalità britannica, che nel 2014 aveva viaggiato nelle isole del Pacifico, coinvolte a quel tempo da un’epidemia di Zika. Al rientro a casa l’uomo ha iniziato a soffrire dei tipici sintomi provocati dal virus: febbre alta, senso di spossatezza e rash cutaneo.
I ricercatori dell’agenzia Public Health England, una volta guarito il 68enne, hanno continuato a fare specifici test sull’uomo analizzando sangue, saliva e sperma, e hanno trovato che in quest’ultimo il virus è rimasto attivo per almeno 62 giorni.
“Questo studio può dare informazioni sulle precauzioni da prendere oltre che su quali siano i campioni più rilevanti per verificare la presenza del virus” hanno dichiarato gli esperti.
L’Ecdc ha inoltre sottolineato l’essenziale importanza di usare il preservativo per chi viaggia nei luoghi colpiti almeno per i primi 28 giorni, mentre per chi è risultato positivo al virus, la precauzione va adottata per sei mesi.
