Sono già 33 i Paesi nel mondo che dal gennaio 2014 a oggi hanno fatto registrare una circolazione autoctona di virus Zika. Per altre 6 nazioni, inoltre, ci sono evidenze indirette di trasmissione rimasta localizzata. La distribuzione geografica di Zika è aumentata dalla sua comparsa in America nel 2015, e “un’ulteriore diffusione a Paesi interni all’area in cui è presente la zanzara Aedes vettrice è considerata probabile“. A fare il punto sulla diffusione dell’infezione è l’Organizzazione mondiale della sanità, che sottolinea come l’emergenza internazionale di Salute pubblica debba considerarsi collegata non allo Zika in sé, ma al sospetto legame fra la malattia e la microcefalia dei bambini, oltre che la sindrome neurologica di Guillain-Barré. In 7 Paesi, infatti, si è registrato un aumento dell’incidenza di entrambe le condizioni, in concomitanza con l’epidemia di Zika.
Attualmente il Paese più colpito dal virus è il Brasile (il numero di casi di Zika stimati dalle prime evidenze di focolai va da 497.593 a 1 milione e 482.701), seguito dalla Colombia (20.297 casi). Al 30 gennaio scorso, il ministro della Salute brasiliano ha riferito 4.783 casi di microcefalia e/o malformazioni del sistema nervoso centrale, con 76 decessi. Quanto alla paralisi di Guillain-Barré, nel 2015 i casi registrati in Brasile sono stati 1.708 (+19% rispetto all’anno prima). Preoccupanti i dati della Colombia dove in genere si conta una media annuale di 242 casi di sindrome all’anno: quest’anno ne sono stati segnalati 86 in sole 5 settimane. E intanto il Paese sudamericano ha annunciato 3 morti di persone con Zika e Guillan-Barré, parlando però di “legame causale” tra decesso, infezione e sindrome neurologica.
