Accordo Cop21, la leadership europea non aiuta nella lotta al surriscaldamento

L’ultima Comunicazione dell’Unione Europea sulle conseguenze dell’Accordo di Parigi sul clima “non aiuta affatto la leadership europea sul tema“. A dichiararlo è stato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia spiegando che “il target del taglio delle emissioni del 40% entro il 2030 non è in linea con l’obiettivo di raggiungere le emissioni zero alla metà del secolo e di limitare l’aumento medio delle temperature globali entro 1,5 gradi centigradi, come deciso a Parigi. E invece la Commissione propone di posporre una decisione sull’adeguamento dell’obiettivo al 2023, cioè dopo l’entrata in vigore dell’accordo di Parigi (nel 2020): la Ue, secondo la Commissione, dovrebbe quindi adottare una tattica dilatoria“.

Midulla afferma che “occorre fare di tutto per mantenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2 gradi, le emissioni vanno tagliate di almeno il 95% entro il 2050. Questo richiede che gli obiettivi su clima ed energia per il 2030 siano adeguati, non abbiamo bisogno di aspettare per capire che siamo fuori linea“. Il Wwf si appella ai ministri Ue dell’Ambiente “perché difendano con fermezza gli impegni europei, nel loro meeting di venerdì” prossimo, il primo dopo la Cop21. Le opportunità derivanti da un’azione forte e significativa per il clima “sono enormi per la Ue – aggiunge Midulla – centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro verdi, cittadini più sani e maggior benessere. Di contro, ogni ritardo nell’attuazione dell’accordo di Parigi aumenterà il rischio di devastazioni derivanti dal cambiamento climatico e aumenterà i costi sia per gli inevitabili tagli delle emissioni che per affrontare gli impatti climatici “, dice Midulla.

Sono tante le opportunità per l’Unione Europea di aumentare le ambizioni e migliorare gli obiettivi sul clima e l’energia quest’anno, dalla riforma del sistema di scambio delle emissioni alla Direttiva di revisione per l’efficienza energetica.