Oltre ai chili di troppo calano anche le malattie e le morti. Due studi italiani – “i più a lungo termine condotti finora a livello mondiale“, annuncia l’università Statale di Milano – promuovono il bisturi anti-obesità indicato nei pazienti più gravi, con indice di massa corporea superiore a 35: “Gli effetti benefici della chirurgia bariatrica sono di gran lunga superiori ai rischi e permangono per almeno 13 anni“, assicurano i ricercatori coordinati da Antonio Pontiroli, docente di Medicina interna dell’università degli Studi e direttore dell’Unità complessa di Medicina dell’ospedale San Paolo del capoluogo lombardo. I vantaggi non sono relativi solo al diabete di tipo 2 legato al sovrappeso, “ma anche la pressione arteriosa e varie manifestazioni della malattia aterosclerotica“.
Migliora notevolmente anche la funzionalità renale. I lavori, pubblicati su 2 riviste scientifiche americane, sono stati condotti in collaborazione con la Fondazione Irccs Policlinico, l’Irccs San Raffaele e l’Istituto clinico Sant’Ambrogio di Milano. Nel primo, pubblicato sulla rivista “Cardiovascular Diabetology” sono stati esaminati 381 pazienti obesi sottoposti a bendaggio gastrico, di cui 52 diabeti e 681 pazienti obesi di controllo non operati reclutati tra il 1996 ed il 2001. Nel registro della Regione Lombardia, con l’aiuto delle Asl lombarde, è stato possibile determinare al 30 settembre 2012 le date e le cause di morte, la comparsa di malattie cardiovascolari e diabete, e i nuovi ricoveri ospedalieri dei pazienti, con un monitoraggio esteso fino a 17 anni dalla prima visita, per una media di 14 anni. Il risultato prevede che “tra i pazienti operati la mortalità era ridotta del 60%, in modo simile nei pazienti con e senza diabete, rispetto ai non operati. Anche la comparsa di malattie si riduceva del 60% e i ricoveri ospedalieri erano dimezzati“.

Questo fatto molto interessante per gli autori, è un nuovo caso di retinopatia diabetica registrato negli operati con un solo caso nei controlli. Secondo i ricercatori, “i pazienti obesi con diabete dovrebbero essere informati sui benefici di questo tipo di terapia, come suggerito anche dall’International Diabetes Federation, dall’American Diabetes Association, dall’European Association for the Study of Diabetes, e dagli standard italiani di terapia del diabete“.