Sono quasi dieci milioni le persone a rischio fame in Etiopia, di cui 400mila sono bambini a rischio denutrizione. L’allarme è stato lanciato dalle ong del network “Agire”, che hanno indicato come tempo limite due mesi, per portare aiuto alla popolazione etiope, che ha a che fare con una delle peggiori siccità degli ultimi decenni. E secondo le previsioni, ciò che ora è definito emergenza, potrebbe trasformarsi in catastrofe con l’arrivo dell’estate. Attualmente, oltre una persona su dieci non ha cibo a sufficienza per nutrirsi. Buona parte della popolazione dipende dall’agricoltura e quando non piove l’aridità del terreno impedisce di avere raccolti sufficienti a sfamare i 92 milioni di abitanti del paese. La causa principale è, ovviamente, il fenomeno meteorologico El Niño, che causa devastanti cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento delle acque superficiali dell’oceano Pacifico, provocando diversi fenomeni stremi come inondazioni o siccità.

L’Etiopia in questo momento è il paese che soffre maggiormente per l’azione di El Niño. A febbraio il 75% dei raccolti sono andati perduti e il governo etiope ha annunciato che i bisogni economici per coprire la situazione di mancanza di cibo sono di almeno 1,4 miliardi di dollari. Secondo l’Onu il momento peggiore per l’Etiopia sarà l’estate del 2016, luglio e agosto. E la situazione è talmente grave che in questo periodo aumentano i matrimoni precoci per le bambine, le violenze sessuali e gli abusi per le donne. Questo perché durante la siccità le famiglie decidono di dare in sposa le ragazze in età giovanissima, convinte che così potranno avere cibo dai mariti adulti e quindi essere salvate dalla fame. I bambini sono i più vulnerabili in tempi di penuria alimentare acuta: “Abbiamo bisogno di rispondere immediatamente, prima che la crisi alimentare e la grave malnutrizione li tocchino in maniera irreversibile” dichiara Dereje Wordofa, Direttore Internazionale di SOS Villaggi dei Bambini dell’Africa orientale e meridionale, che lavora per la cura e il sostegno psicologico delle vittime della siccità. L’ong Action Aid si trova in tre diverse aree dell’Etiopia colpite dalla siccità come Ankober, nel centro del paese, punto di partenza per molti migranti che fuggono nei paesi del Golfo in cerca di migliori condizioni di vita: con Amref l’ong si occupa di formazione degli agricoltori, di realizzazione e formazione di comitati pubblici e privati per contrastare la tratta di esseri umani.