Castelsardo: in Sardegna un borgo medievale ricco di storia e tradizioni

Nella Sardegna del nord, sul Golfo dell’Asinara, si trova un incantevole borgo medievale: Castelsardo, conservatosi intatto grazie alla sua particolare posizione geografica, un promontorio a ridosso del mare, che lo ha preservato da attacchi e distruzioni nel corso dei secoli. Esso, molto apprezzato turisticamente, vanta scorci di notevole bellezza: altipiani e tavolati, valloni o strapiombi, vegetazione tipica della Macchia Mediterranea, vallate molto profonde in cui sono presenti diverse grotte, greggi di pecore o mucche al pascolo nelle zone dell’entroterra.La storia di Castelsardo inizia con la famiglia genovese dei Doria che nel 1102 fondano la fortezza col nome di Castel Genovese. Intorno al 1330 passa in mano ad Azzone Malaspina, nel 1354 torna nuovamente nelle mani dei Doria, nel 1357 il Signore della Città è Brancaleone Doria il quale diventerà marito di Eleonora D’Arborea, divenuta famosa per il codice di leggi chiamato “Carta de Logu”, esteso dai conquistatori spagnoli a tutta la Sardegna, ad eccezione di Castelsardo.

CASTELSARDONel 1448 gli Aragonesi conquistano Castel Genovese, cambiandone il nome in Castel Aragonese. In onore dei nuovi padroni ottiene il titolo di “Città Regia” e può inviare i propri rappresentanti al Parlamento.Nel 1502 diviene sede Vescovile ed inizia la costruzione della Cattedrale, mentre nel 1720 la città, con il trattato di Londra, passa ai Savoia. Riprendendosi dal punto di vista economico e culturale. Sarà Carlo Emanuele III, nel 1769, a dare alla città il suo nome attuale: Castelsardo.
Cosa visitare a Castelsardo? Il caratteristico centro storico con le botteghe di artigianato locale, il Castello dei Doria, fatto costruire come punto difensivo strategico, importante anche per il controllo dei traffici commerciali.

Da visitare il Museo dell’Intreccio Mediterraneo, con esposizioni dedicate all’artigianato locale e ai manufatti realizzati intrecciando fibre vegetali provenienti dalla stessa Sardegna. Da non perdere la Chiesa di S.Maria delle Grazie, risalente all’epoca medievale, col suo celebre Crocifisso del Cristo Nero, la Cattedrale di S.Antonio Abate, edificata in stile tardo-gotico aragonese, la Chiesa di Nostra Signora di Tergu, situata un po’ distante da Castelsardo, sulla strada per Nulvi, risalente al 1200, in stile romanico-pisano, la Chiesa di S.Pietro di Simbranos, con l’elegante facciata con fasce alternate in trachite rossa e calcare bianco e decorazioni a colonnine e archetti pensili.

Spettacolare la Roccia dell’Elefante, vero e proprio monumento naturale così detto per le sembianze col pachiderma. Alla base del lato destro si aprono alcune domus de janas, grotte sulle pareti rocciose risalenti all’epoca neolitica, abitate, secondo la credenza popolare, da fate, streghe e orchi. Da vedere anche il sito archeologico dei nuraghe Paddaggiu o nuraghe Sa Eni, situato lungo la strada per Valledoria. Non mancano gli eventi folkloristici tra cui Lunissanti, la festa del lunedì Santo, è la processione pasquale della Sardegna che ha inizio dalla Chiesa di Santa Maria, e la Festa di Sant’Isidoro, festa organizzata dai contadini che si svolge negli ultimi giorni d’Agosto.