L’enorme nuvola di polvere desertica in sospensione aspirata, ad inizio settimana, dalla profonda depressione extratropicale afro-mediterranea, denominata “Gaby”, dopo aver interessato l’Italia centro-meridionale, colorando di rosso e marrone i cieli di molte regioni italiane, dalla Sicilia fino all’Abruzzo, si è spostata verso la Grecia e i Balcani, risalendo in direzione dell’Albania, il Montenegro e la costa croata, regalando degli scenari davvero surreali, mai visti di recente dalle popolazioni locali. In molte città della Croazia l’arrivo della nuvola di polvere sahariana ha offuscato la coltre celeste, colorandola di rosso e marrone. Questa nuvola di sabbia era talmente densa da coprire buona parte della “Warm Conveyor Belt”, che dallo Ionio espandendosi in direzione dei Balcani, precedeva l’avanzata del ciclone “Gaby”.

La “Warm Conveyor Belt”, di tipo “forward”, una volta giunta al traverso dei Balcani e dell’area carpatica, è stata subito agganciata in quota dal ramo secondario del “getto polare”, che dai Balcani si muoveva verso la Romania, la Moldavia e l’Ucraina. L’azione del “getto”, che presentava dei velocità piuttosto ragguardevoli sopra i cieli del mar Nero, dell’Ucraina e della Russia europea meridionale, dato il consistente “gradiente di geopotenziale” fra la Russia e l’area medio-orientale, ha impresso una notevole accelerazione al vasto corpo nuvoloso annesso alla “Warm Conveyor Belt”, composto prevalentemente da nubi alte e stratificate impregnate di polvere desertica sahariana (in un tappeto di altostrati), che si è subito spostato dall’Ucraina verso la Russia europea meridionale.
La polvere e il pulviscolo desertico, di origine sahariana, contenuto dentro la “Warm Conveyor Belt”, sotto la spinta del potente “getto polare”, penetrato in direzione della Russia meridionale, dopo aver sorvolato i cieli dell’Ucraina e della Russia europea meridionale, si è poi diretto verso il Kazakistan occidentale, l’Uzbekistan e il Turkmenistan, guadagnando la strada per l’Asia occidentale, dove è andata gradualmente a dissiparsi.
L’avanzata di questa nuvola di polvere desertica, espulsa dall’entroterra desertico algerino orientale nelle giornate fra lunedì 21 e martedì 22 Marzo, fino in direzione dell’Ucraina e della Russia europea, è stata ben documentata anche dalle immagini trasmesse dal satellite meteosat che hanno messo in evidenza la lunga scia lasciata dal pulviscolo desertico in sospensione in quota.
Per estensioni e densità questa nuvola di polvere desertica espulsa dai deserti sabbiosi algerini e da quelli della Libia più occidentale passerà alla storia come una delle più intense e duratore che hanno mai raggiunto l’Europa, attraversandola dal Mediterraneo centrale fino al cuore della Russia meridionale. Generalmente nuvole di polvere desertica di questa estensione si possono osservare solo in presenza di poderose avvezioni di aria calda sub-tropicale continentale attivate da profonde ciclogenesi mediterranee che tendono ad assumere un grande sviluppo, presentando valori al di sotto dei 990 hpa.