Nel mercato della contraffazione un nuovo bersaglio diventano i farmaci innovativi ad alto costo. Dopo i prodotti contro le disfunzioni erettili o gli steroidi anabolizzanti, “oggi il fenomeno fa registrare un pericoloso salto di qualità. Prodotti contraffatti simili ai farmaci salvavita maggiormente richiesti, come antitumorali o farmaci per la cura dell’epatite C, vengono immessi sul mercato attraverso canali non controllati“. A precisarlo è l’Agenzia italiana del farmaco, che ha segnalato un comunicato di allerta diramato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e relativo alla circolazione dei farmaci contro l’epatite C contraffatti.
Il fenomeno dei ‘tarocchi’ di lusso “è particolarmente significativo soprattutto nei Paesi in via di sviluppo; si tratta spesso di medicinali che non contengono ingredienti attivi – sottolinea Aifa – o con ingredienti attivi differenti, presenti in qualità o quantità diverse da quelle indicate, a volte del tutto inefficaci o ancor più pericolosi, perché contaminati con sostanze tossiche. Di questi prodotti non è in alcun modo possibile garantire la qualità, la sicurezza e l’efficacia poiché, nella gran parte dei casi, è impossibile identificare da dove provengano, chi li produca, in che modo e con quali ingredienti“. Il traffico, infatti, preoccupa gli esperti e tutto il sistema sanitario mondiale. E in seguito a questa allerta l’Oms ha chiesto a tutte le autorità regolatorie nazionali la massima attenzione e sorveglianza su questi prodotti specifici. Protagonisti della contraffazione sono: Sofosbuvir 400mg + Ledipasvir 90mg e Daclatasvir 60mg, messi in vendita con diversi nomi commerciali.

Le raccomandazioni valgono anche per coloro che possiedono uno di questi prodotti e che non devono utilizzarli per nessun motivo e che anzi devono avvisare tutti i professionisti sanitari e riferire l’evento alle autorità locali. L’Oms richiama infine tutti gli Stati e tutte e autorità sanitarie a una maggiore vigilanza sulle catene di approvvigionamento dei Paesi che possono essere interessati dal traffico di prodotti contraffatti. L’attività di vigilanza dovrebbe essere estesa ad ospedali, cliniche, farmacie e ogni altro fornitore di medicinali, conclude Aifa.
