Gli scienziati del clima lanciano l’allarme: la minaccia derivante dal riscaldamento globale potrebbe essere anche più grave di quanto ritenuto in precedenza, in quanto le “tempeste killer”, l’aumento del livello del mare e la “disintegrazione” di grandi aree delle calotte polari potrebbero verificarsi prima di quanto si pensi.
In uno studio (“Ice Melt, Sea Level Rise and Superstorm“) gli esperti sostengono che con l’attuale tasso di utilizzo di combustibili fossili e di emissioni di gas serra, gli esseri umani stanno provocando uno shift climatico, che potrebbe farci giungere a un “punto di non ritorno”.

Il team di studiosi ritiene che il processo di innalzamento delle acque verrà velocizzato quando l’acqua derivante dallo scioglimento del ghiaccio formerà uno strato al di sopra dell’oceano, che impedirà alle correnti di distribuire l’acqua più calda e a parte del calore di raggiungere l’atmosfera. L’acqua più calda poi scioglierà parte dello strato di ghiaccio presente al di sotto del livello del mare.
La ricerca si è basata sulle tempeste verificatesi 120.000 anni fa, durante il periodo Eemiano, quando la temperatura della Terra era solo di poco maggiore di quella odierna.
