Con il programma ExoMars l’Europa, attraverso la sua Agenzia Spaziale (ESA), l’ Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e le sue industrie aerospaziali di punta, si appresta a tornare su Marte con una serie di ambiziosi obiettivi tecnologici e scientifici che richiederanno due missioni distanziate di due anni: la prima nel 2016, la seconda nel 2018.
L’obiettivo primario assegnato alla missione europea ExoMars è di eseguire ricerche di Exobiologia (lo studio dell’origine, sviluppo e distribuzione della vita nell’universo).
La missione ExoMars raccoglie quindi una grande sfida in campo scientifico e per farlo racchiude in sé lo sviluppo di tutta una serie di tecnologie che sono state sviluppate ed applicate in diversi ambiti della ricerca spaziale ma che mai prima di ora sono stati condensati in una unica missione. Il programma ExoMars dell’ESA sarà realizzato con la cooperazione internazionale dell’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos.
Perché andare su Marte?
Per effettuare ricerche di Exobiologia, per studiare l’origine, sviluppo e distribuzione della vita nell’universo, ma soprattutto per confermare definitivamente la presenza di vita sul Pianeta Rosso. E’ questa infatti una delle questioni scientifiche più fondamentali dei nostri tempi. Le risposte vanno cercate nello studio dell’atmosfera del pianeta, nella sua struttura interna, nella distribuzione del ghiaccio e dei minerali sulla superficie e nello strato immediatamente inferiore del suolo di Marte. ExoMars sarà perfettamente in grado di provare in-situ nuove tecnologie necessarie per aprire la strada a future missioni di esplorazione.
Cooperazione Europa – Russia
Il programma ExoMars sarà realizzato con la cooperazione internazionale dell’Agenzia Spaziale Russa Roscosmos, che contribuirà con attrezzature ed esperimenti scientifici, ma soprattutto eseguirà entrambi i lanci con il razzo Proton Breeze M e svilupperà il Descent Module per la Missione 2018. La cooperazione si sviluppa attraverso gli accordi intrapresi tra le due agenzie, l’ESA e Roscosmos, stipulati il 14 Marzo 2013 a seguito dell’uscita della NASA dal programma, a Gennaio 2012.
Missione 2016

Il razzo vettore immetterà il veicolo su una traiettoria cosiddetta di Tipo-2, che prevede l’arrivo su Marte dopo una crociera di circa nove mesi. Il modulo di discesa sarà separato dal modulo orbitante e, dopo un avvicinamento di tre giorni, raggiungerà il limite dell’atmosfera marziana, il cosiddetto punto di interfaccia d’ingresso, posto a circa 120 km dalla superficie del pianeta.
L'”ammartaggio” è ulteriormente attutito da una struttura ad assorbimento d’urto in fibra di carbonio appositamente sviluppata.
L’orbita operativa finale del modulo orbitante è raggiunta con una lunga fase di frenaggio ottenuta passando attraverso l’atmosfera marziana ad un’altitudine di circa 180 km; la durata della fase sarà di circa 1 anno. Dopodichè il modulo orbitante raggiungerà l’orbita finale, circolare con un altezza di 400 km; su questa orbita il satellite effettuerà una serie di osservazioni dell’atmosfera marziana e della superficie del pianeta attraverso un complesso di quattro strumenti scientifici.
La durata nominale delle osservazioni scientifiche è di due anni terrestri (un anno marziano).
Durante questo periodo il modulo di discesa dell missione 2018 arrivera’ su Marte e fara’ ammartare il Rover che iniziera’ a trasmettere i suoi dati verso terra tramite il “ponte radio” costituito con il TGO.
In sintesi gli obiettivi della missione 2016:
- Acquisire la più grande quantità possibile di dati nella fase di rientro nell’atmosfera marziana
- Atterrare con una capsula dimostrativa di circa 600 kg
- Operare un carico scientifico sulla superficie per un breve periodo
- Osservare l’atmosfera e la superficie marziana per due anni
- Fornire il supporto di telecomunicazione necessario al Rover della missione 2018
La missione 2018, il Rover ed il suo centro di Controllo
In questa missione un veicolo spaziale costituito da un Carrier Module (CM) e da un Modulo di Discesa (Descent Module, DM), sulla cui Piattaforma di Atterraggio (Landing Platform, LP) sara` alloggiato un Rover, partira` a Maggio del 2018, per un viaggio di 7 mesi verso Marte.
Mentre la LP continuerà a misurare i parametri ambientali del sito di atterraggio, il Rover inizierà l’esplorazione della superficie che è prevista durare 218 giorni marziani (circa 230 giorni terrestri). Durante l’esplorazione il Rover utilizzerà il TGO-2016 per le comunicazioni con Terra.
Gli obiettivi della missione 2018 sono:
- L’ingresso nell’atmosfera marziana e successiva discesa sulla superficie del Modulo di Discesa e del suo Rover, del peso complessivo di circa 2 tonnellate, reso possibile dall’esperienza acquisita con l’EDM della missione 2016.
- L’atterraggio della Landing Platform e la successiva fuoriuscita del Rover.
- L’esplorazione di una vasta area di Marte, eseguendo in sito caratterizzazioni geologiche/scientifiche sia della superficie che del sottosuolo Marziano, tramite prelievo e analisi di campioni di terreno fino a 2 metri di profondità.
- La ricerca di forme di vita presenti o passate nei campioni di terreno prelevati e sottoposti a bordo ad analisi chimico-fisica.
- Lo studio geochimico dell’ambiente superficiale e sotterraneo di Marte.
Come per l’EDM della missione 2016 la discesa e la precisione degli eventi rispetto alla quota saranno determinate dai dati di un Radar altimetro.
L’alimentazione dei sistemi elettrici di bordo sarà ottenuta tramite pannelli solari che ricaricano una batteria agli ioni di litio; una serie di piccoli generatori a radioisotopi forniranno al Rover il calore sufficiente per sopravvivere alla fredda notte marziana.
Il sistema di comunicazione del Rover comunichera` in banda UHF con il TGO (ponte radio verso la Terra) due volte al giorno, per alcuni minuti, inviando i dati di telemetria e scientifici e ricevendo i comandi e le macro-azioni che il computer di bordo dovrà eseguire autonomamente.
I dati del Rover saranno ricevuti dal Centro di Controllo del Rover (ROCC), situato a Torino presso Altec, dove sulla base delle immagini e dei dati scientifici rilevati, verrà stabilita la strategia dell’esplorazione della superficie marziana, e pianificata la missione per mezzo dell’invio di opportuni comandi ed azioni che il Rover dovrà intraprendere ed eseguire nei giorni successivi.
Il Rover ospiterà un complesso di strumenti scientifici il cui cuore è il Laboratorio Analitico, un insieme di meccanismi e strumenti destinato sminuzzare, stoccare, distribuire ed analizzare dal punto di vista chimico-fisico i campioni di terreno e di sottosuolo prelevati tramite una trivella montata sulla parte anteriore del Rover stesso.