Pasqua: i Riti della Settimana Santa a Taranto, origini storiche e percorsi

I Riti della Settimana Santa a Taranto costituiscono l’evento più sentito dell’anno, non solo sotto l’aspetto religioso, ma anche sociale e culturale. Nei tre giorni del Triduo Pasquale, dal Giovedì Santo al Sabato Santo, sino alla Veglia di mezzanotte, la città vive, infatti, in una dimensione atemporale, in cui i frenetici ritmi della vita quotidiana vengono esorcizzati dal lento pellegrinare dei Confratelli e di tutti i fedeli, mentre la pietà popolare si estrinseca nelle chiese, nelle vie, nelle piazze in modo corale, partecipato, commosso. Le origini del pellegrinaggio ai Sepolcri risalgono al XVI secolo, ossia al periodo della dominazione spagnola a Taranto, che adottò molto degli usi e dei costumi, anche religiosi, introdotti dagli spagnoli. Nacquero le prime Confraternite, le pie Fratellanze i pellegrinaggi sull’esempio di quanto avveniva a Siviglia, Barcellona, Malaga. Le processioni dei Misteri e dell’Addolorata, invece, risalgono al XVIII secolo, quando un rappresentante dei Calò, una delle più note famiglie tarantine dell’epoca, fece arrivare da Napoli due statue, quella del Cristo Morto e quella dell’Addolorata, custodendole nella Cappella Gentilizia del suo palazzo. Ogni anno, il giorno del Venerdì Santo, don Diego Calò invitava le rappresentanze di tutte le Confraternite tarantine, portando in processione, per le vie di Taranto, i simulacri del Cristo Morto e dell’Addolorata. Questo fino al 1765, anno in cui le statue furono donate alla Confraternita del Carmine.

TARANTODopo le consuete “gare” tra gli iscritti alle Confraternite di San Domenico e del Carmine per l’aggiudicazione, a suon di ingenti somme di denaro, dei posti più prestigiosi delle due processioni, una coppia di Confratelli della Congregazione del Carmine, nel primo pomeriggio del Giovedì Santo, esce dalla Chiesa, visitando il “Sepolcro” allestito in ogni chiesa cittadina.Altre coppie, ad intervalli, uscendo dalla stessa Chiesa, percorrono la città a piedi nudi, sostando inginocchiati dinanzi ai Sepolcri (più opportunamente chiamati Altari della reposizione) di ogni chiesa.Questi pellegrini sono chiamati “perdune”e simboleggiano gli antichi frates poenitentiae alla ricerca del perdono divino. Hanno un cappuccio aderente con un forellino in corrispondenza degli occhi e camminano a piedi nudi, lentamente, dondolandosi (“a nazzecate”).

L’ultima “posta” che esce dalla Chiesa del Carmine viene chiamata “u serrachiese”in quanto ha il compito di chiudere, “serrare”, le Chiese per la notte che si approssima.La processione dell’Addolorata, invece, ha inizio a mezzanotte del Giovedì Santo, partendo dalla chiesa di San Domenico. La processione è aperta dal troccolante (Confratello che porta la troccola, tavola di legno nero orlata di argento con 4 maniglie di ferro, che produce un caratteristico rumore se agitata).Dopo il troccolante segue la prima banda, che esegue le marce funebri, le “pesare”, due bambini dal cui collo pendono due finti pesi in rappresentanza di quelli usati nelle Congreghe per infliggere pene e mortificazioni ai Confratelli responsabili di qualche mancanza. Segue la Croce dei Misteri, subito dopo le poste, intervallate, ogni tanto, dai crociferi, che portano sulle spalle una croce nera di piccole dimensioni. Segue l’Addolorata, statua di legno con un lungo abito nero che porta nella mano destra un fazzoletto bianco e nella sinistra un cuore. La processione è chiusa dalla seconda banda.

Quanto alla processione dei Sacri Misteri, essa esce alle 17 del Venerdì Santo. E’ aperta dal troccolante con una troccola color legno, seguito dalla prima banda che, a sua volta, precede il Gonfalone. Subito dopo viene la Croce dei Misteri, seguita dalle otto statue che compongono la processione (Gesù nell’orto del Getsemani, Cristo flagellato, l’Ecce Homo, la Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone, Cristo Morto, l’Addolorata). La seconda banda si colloca dopo la Sacra Sindone, mentre la terza chiude la processione.Il rientro avviene intorno alle 7 del Sabato Santo, quando prima che il sipario cali sulla Settimana Santa tarantina, avviene un rituale emozionante: il troccolante, infatti, con il volto rigato di lacrime, dà un colpo con la mazza e bussa tre volte contro il portone della chiesa del Carmine. Il portone si apre e le statue rientrano.

Ecco i percorsi delle processioni: Addolorata: Chiesa S. Domenico – Pendio San Domenico – via De Tullio – piazza Fontana – via Garibaldi – Vico Costanzo – via Cariati – via Garibaldi – Vico Sant’Eligio – via Di Mezzo – Pendio Lariccia – piazza Castello – Ponte Girevole – via Matteotti – via Margherita – via D’Aquino – piazza Giovanni XXIII – via Massari – via Anfiteatro – via Berardi -piazza M.Immacolata – Istituto Maria Immacolata (sosta) – via D’Aquino – via Margherita – via Matteotti – Ponte Girevole – Piazza Castello – via Duomo – Chiesa San Domenico. Misteri: Chiesa Carmine – via D’Aquino – piazza M. Immacolata – via Di Palma – via R. Elena -Chiesa San Francesco di Paola (sosta) – via Anfiteatro – via Massari – piazza Giovanni XXIII -Chiesa del Carmine. Migliaia di fedeli, turisti e semplici curiosi affolleranno i vicoli del centro storico e le strade del Borgo umbertino per assistere alle processioni della Settimana Santa tarantina. I vigili urbani, per l’occasione, hanno messo a punto un piano del traffico che prevede divieti di circolazione e divieti di sosta nelle strade interessate dagli eventi.