Un ‘naso artificiale’ per proteggere i capolavori Disney dai danni dovuti a smog e inquinanti ambientali, ma anche a sostanze liberate nel corso del tempo da schizzi e disegni. Originali e bozzetti dei Walt Disney Animation Studios nell’arco di più di 90 anni di storia – da Steamboat Willie a Frozen – hanno viaggiato per una mostra internazionale per la prima volta questa estate. Per monitorare questi capolavori è stato usato un nuovo sensore, un ‘naso’ artificiale super-sensibile, prestato all’arte dalla medicina e disegnato per rilevare le sostanze inquinanti prima che possano danneggiare irreversibilmente le opere. I ricercatori descrivono questo lavoro in occasione del 251.esimo Meeting nazionale dell‘American Chemical Society, in corso a San Diego.
“Molte sostanze inquinanti che sono problematiche per gli esseri umani lo sono anche per le opere d’arte“, dice Kenneth Suslick, fra gli autori della ricerca. Ad esempio, gli inquinanti possono stimolare il danno ossidativo e il degrado acido che, in stampe o tele, può portare a cambiamenti di colore o a decomposizione. “La capacità di monitorare la quantità di inquinamento cui è esposto un disegno o un dipinto, è un elemento importante della conservazione“, dice l’esperto. Tuttavia, le opere d’arte sono ancor più fragili degli esseri umani. “L’elevata sensibilità dei materiali – spiega Suslick, dell’University of Illinois a Urbana-Champaign – si spiega con il fatto che gli esseri umani sono in grado di guarire, cosa che, naturalmente, le opere d’arte non possono fare. Inoltre gli esseri umani hanno una vita limitata, mentre idealmente le opere artistiche dovrebbero durare per le generazioni future“. Per proteggere i capolavori di valore, oggi i pezzi più vulnerabili vengono racchiusi in vetrine sigillate.

I nuovi sensori possono monitorare i livelli di acido acetico e altri composti che emanano da questi fogli. Prima del debutto in tour della mostra, “Drawn from Life: The Art of Disney Animation Studios“, Suslick ha suggerito di posizionare i sensori in modo discreto per monitorare i livelli di inquinamento sia all’interno che all’esterno delle opere sigillate e incorniciate. Se i sensori indicavano che i livelli di inquinamento all’interno delle cornici sigillate erano in aumento, gli esperti sapevano di dover sostituire i materiali assorbenti. Una prima analisi dei dati, spiegano i ricercatori, ha mostrato che i sensori sono stati efficaci. Insomma, il ‘naso elettronico’ dalla salute presto sarà prestato alla conservazione delle opere d’arte.
