Nel Sabato Santo predomina il silenzio, il raccoglimento, la meditazione per Gesù che giace nel sepolcro. Verrà poi la gioia della Pasqua con la sua Resurrezione. In questo giorno la Chiesa cattolica non offre il sacrificio della Messa ma, a differenza del Venerdì Santo, la comunione può essere distribuita solo come viatico. Per questo motivo, il Sabato Santo è detto aliturgico. Le luci e le candele sono spente, gli altari spogli, senza fiori e paramenti, tovaglia e copritovaglia… eppure non è affatto un giorno vuoto, anzi, è pieno di desiderio e d’attesa per l’imminente Resurrezione. E’ nel corso della Veglia Pasquale che prorompe, esultante, la gioia. Il vegliare, dunque, acquista il valore simbolico dell’attesa della venuta del Signore. La prima parte della Veglia celebra la luce (Cristo, soprattutto con la sua Resurrezione, è Luce del mondo). La Veglia inizia con la benedizione del fuoco (Cristo fuoco che divampa).
