E’ stato lanciato un “appello contro la reintroduzione in Italia della caccia al lupo e delle uccisioni ibridi e cani vaganti”. L’appello è contenuto nella ‘Dichiarazione per la gestione non letale del lupo“. Il documento è stato sottoscritto da i maggiori esperti internazionali ed è stato presentato alla Sala stampa della Camera dei Deputati. Il nuovo piano, secondo la LAV, “è un inaccettabile ritorno al passato. Il Ministro dell’Ambiente Galletti vuole davvero essere ricordato per aver riaperto, dopo quasi mezzo secolo, la ‘caccia’ al lupo e consentito l’uccisione di cani vaganti, proibito dal nostro ordinamento da ben 25 anni?”. “Prendendo spunto dalle sue parole, e alla luce del ruolo di indirizzo e garanzia che ricopre – dichiara Massimo Vitturi, Responsabile LAV Area Animali Selvatici -, ci aspettiamo che il Ministro Galletti sia il primo a fare per l’ambiente quello che prevede la legge, cosa che al momento, non ci risulta“. “Solo i metodi preventivi incruenti hanno la possibilità di contenere gli effetti delle predazioni e rappresentano una soluzione eticamente sostenibile sul lungo periodo: l’unica in grado di conciliare gli imperativi della scienza e della coscienza“, afferma la LAV che chiede alle Regioni che “si oppongano a questo scempio“. Sulla base delle argomentazioni riportate nel dossier realizzato dagli esperti internazionali, la LAV chiede che “l’azione ‘7. Possibilità di deroghe al divieto di rimozione di lupi dall’ambiente naturale: presupposti, condizioni, limiti e criteri da applicare’ venga rimossa dal ‘Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia’” e chiede inoltre che dal Piano vengano “stralciate anche tutte le disposizioni che prevedono gli abbattimenti, affinché nessun animale, lupo, cane o ibrido, possa essere ucciso per legge“.
Ambiente: appello per la reintroduzione della caccia al lupo
