Ambiente, i biocombustibili non sono “green”: l’Europa corregge le politiche ambientali

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Secondo l’ultimo studio sui biocombustibili, effettuato dall’organizzazione Transport & Environment, la coltivazione di palma e soia per produrre biocarburanti produce più CO2 di quanta ne produca il consumo di diesel o benzina. Lo studio è stato effettuato su richiesta della Commissione Europea.

La causa di questa alta emissione di CO2 non sta nella combustione ma nel processo a monte: la produzione di biocombustibili attraverso piantagioni estensive. Le peggiori sono quelle di palma e di soia. La modifica dei suoli per la coltivazione di queste piante, con il drenaggio di zone umide, porta ad un aumento consistente di emissioni di CO2 dovuto, inoltre, all’ossidazione dei terreni.

Le aree dove questo effetto è maggiore sono quelle dell’Indonesia e della Malesia, dove enormi estensioni di zone umide sono state drenate.

credits: EFE
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La Commissione Europea, che nella sua strategia di riduzione delle emissioni si impegnava a portare al 10% la quantità di energia “verde” usata nei trasporti entro il 2020, dovrà modificare i suoi piani: come energia rinnovabile veniva infatti considerato, oltre al solare e ad altri tipi di energia pulita, il biocarburante. Dopo questo studio (disponibile qui) bisognerà ridurre fortemente la percentuale di energia prodotta da biocombustibili, od orientarsi su quelli a minor impatto.

Sono anni che l’Unione Europea focalizza la sua attenzione sul biodiesel: questa politica ha portato alla conversione di otto milioni di ettari di terreni in coltivazioni di palma, girasole, soia. Molti di questi nel sud-est asiatico, dove a farne le spese sono state foreste tropicali e zone umide.

Jos Dings, executive director della Transport & Environment ha dichiarato che “la Commissione Europea ha infine ammesso che il fallimento delle politiche europee nell’incentivo dei biocombustibili è ancora peggiore di quanto precedenti ricerche scientifiche avevano mostrato”.

Sono anni che le associazioni per la difesa dell’ambiente esprimono le loro perplessità verso i biocombustibili, che non solo in Asia ma anche nel Sud America sono all’origine di enormi deforestazioni e modifiche del territorio.

Oltre a biocombustibili a minor impatto, coltivati in terreni già ad uso agricolo, l’auspicio è che vengano incentivate altre forme di mobilità alternativa “pulita”.