Edibili, ecologiche e totalmente biodegradabili, le pellicole che permetteranno di conservare più a lungo e meglio gli alimenti saranno ricavate da sottoprodotti organici dell’industria alimentare, come la pectina estratta dalle bucce d’arancia o il chitosano presente nei gusci di gamberetti.
La tecnologia ha trovato applicazione nell’ambito del progetto Pon ‘Pectine’ coordinato dal Dipartimento bio agroalimentare (Disba) del Cnr, che ha visto la partecipazione dell’Istituto per i sistemi agricoli e forestali del Mediterraneo (Isafom) del Cnr di Catania in collaborazione con Pmi siciliane. Il progetto ha portato alla realizzazione e alla sperimentazione di innovativi film edibili, composti da pectina e oli essenziali ricavati dagli scarti della lavorazione delle arance e da chitosano ottenuto dal guscio dei gamberetti prodotti in allevamento. La ricerca sarà presentata a ‘Bio Energy Italy’, evento annuale dedicato ai temi della chimica verde e della bioeconomia, in programma dal 20 al 22 aprile a Cremona.

L’applicazione ha notevoli implicazioni anche sul fronte economico-ambientale: i film edibili escludono il ricorso a fonti fossili e rappresentano un esempio di riutilizzo di materiale proveniente da scarti di lavorazione. “La pectina si ottiene per il 98% dalla buccia delle arance e solo in Sicilia se ne produce il 5% del totale a livello mondiale. Un dato che apre prospettive interessanti dal punto di vista economico”, prosegue Raccuia. “Investire sulla lavorazione di sottoprodotti di origine alimentare, come arance, bucce di mele o funghi contenenti chitosano, può rappresentare un nuovo asse di sviluppo sostenibile per l’economia”.
