Il rapporto tra biodiversità e multifunzionalità nelle foreste di Finlandia, Germania, Polonia, Romania, Spagna e Italia è stato al centro di una ricerca portata a termine da un team di ricercatori di 29 istituzioni europee del quale facevano parte Filippo Bussotti, Federico Selvi e Martina Pollastrini del Dipartimento di Scienze delle Produzioni Agroalimentari e dell’Ambiente (Dispaa) e Andrea Coppi del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze. I risultati sono stati oggetto di due pubblicazioni sulle riviste scientifiche internazionali “Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America” e Nature Communications. Secondo gli studiosi invertire la tendenza segnata dall’omogeneizzazione biotica, per esempio contenendo l’invasione di specie esotiche, significa promuovere servizi ecosistemici da cui dipende la qualità della vita dell’uomo.
Inoltre si evidenzia che le foreste dal punto di vista arboreo più diversificate forniscono quasi tutti i servizi a livelli intermedi, ma non estremamente elevati. Un fenomeno quest’ultimo definito dagli studiosi “Jack of all trades, but master of none” (“Jack esperto di tutto e maestro di niente”). Gli studiosi hanno poi utilizzato simulazioni computerizzate di ecosistemi artificiali per mostrare che questo effetto è riscontrabile in tutti gli ecosistemi terrestri. La ricerca si è svolta nell’ambito del progetto FP7 “FunDivEUROPE“. Lo studio si è svolto anche in Toscana, dove i ricercatori hanno identificato 36 aree sperimentali boschive in cui sono state condotte numerose misurazioni sui diversi aspetti delle funzioni e dei servizi ecosistemici forestali.
