Cantina di Monteforte: la purezza della selezione a Vinitaly

Purezza sarà la parola d’ordine in casa di Cantina di Monteforte (pad 5 E3) per il prossimo Vinitaly, in programma a Verona dal 10 al 13 aprile. Purezza nelle vinificazioni che verranno presentate in anteprima in occasione della rassegna, ma purezza anche per i vigneti che ospitano i filari di garganega e che, grazie ad una attenta e mirata cura, producono uve di eccelsa qualità senza l’utilizzo di prodotti chimici. Sono due i vini nuovi, vinificati in purezza, cento per cento garganega, che la storica casa vinicola di Monteforte presenterà in occasione della rassegna.

Si tratta del Soave Superiore Vigneto di Castellaro e del Soave Classico Foscarino, due referenze appartenenti entrambe alla linea “Cantina di Monteforte” destinata alle selezioni e al top di gamma dell’azienda. Due cru, nati da uve di eccelsa qualità, prodotte senza l’utilizzo di fitofarmaci ma solo impiegando lotta integrata, confusione sessuale e tecniche a basso impatto ambientale. I grappoli destinati al Soave Superiore Castellaro provengono unicamente infatti dai pendii del Monte Castellaro, collina di origine vulcanica tra le più rappresentative dell’intera denominazione, mentre le uve destinate al Soave Foscarino provengono dal Monte Foscarino, altro cru appartenente alle vigne storiche del Soave.

VINO ROSSO   1O - CopiaDue vinificazioni separare, entrambe in purezza, per cogliere, senza blend, l’essenza dell’uva garganega nata e cresciuta su due colline differenti, accomunate però dalla maniacale cura del vigneto e dall’attenzione per l’ambiente. Cantina di Monteforte è infatti la prima azienda del Soave ad essersi impegnata per calcolare l’impatto ambientale della produzione di vino secondo il modello LCA, Lyfe Cycle Assessment. Attraverso questo metodo, denominato progetto Etichetta Verde, ci si propone di calcolare l’incidenza sull’ambiente di tutte le fasi lavorative all’interno della filiera vinicola, dall’impianto del vigneto fino alle ditte che producono bottiglie, dalla lavorazione in cantina alla movimentazione delle merci fino al consumatore finale.

Una sorta di “curriculum” del produttore virtuoso tutto riassunto su un’etichetta, che comprende tre classi di monitoraggio: aria, acqua, suolo. Etichetta verde mette infatti in evidenza il livello di sostenibilità della cantina nei tre ambiti d’analisi e nello stesso tempo permette di valutare un indice globale dei tre parametri che dà così un quadro immediato di quanto quel prodotto sia costato in termini di inquinamento ambientale.

Il progetto risponde ad una precisa scelta etica dal notevole riscontro pratico: questo sistema d’analisi permette di calcolare l’impatto sull’ambiente delle bottiglie in qualsiasi luogo del mondo tali bottiglie vengano consumate. «Ci piace pensare che qualità nel vino oggi – evidenzia Gaetano Tobin, direttore generale di Cantina di Montefortesia anche sinonimo di produzioni a basso impatto ambientale. Proprio per questo da diversi anni la nostra azienda si è impegnata in progetti produttivi che garantiscono integrità e salubrità del vigneto. Un’attenzione particolare che tra l’altro è sempre più richiesta e premiata dallo stesso consumatore, ormai evoluto e consapevole».