Domani è la Giornata Mondiale delle vittime dell’amianto. In Italia, ogni anno muoiono 4mila persone a causa delle malattie correlate, con 21 mila casi di mesotelioma maligno. Nonostante siano passati 24 anni dalla sua messa al bando, l’amianto è ancora molto diffuso in diverse forme sul nostro territorio. Secondo le ultime stime, si parlano id 32 milioni di tonnellate. “Il risanamento ambientale, la bonifica e il corretto smaltimento dei materiali contenenti amianto devono essere le priorità per portare a zero il rischio connesso con l’esposizione alla pericolosa fibra – dice il responsabile scientifico di Legambiente Giorgio Zampetti – Per questo però occorre un serio impegno da parte delle Regioni e di tutti gli enti locali e nazionali competenti. E’ urgente intervenire tanto sui grandi siti industriali quanto sugli edifici pubblici e privati; bisogna completare il censimento e gestire con attenzione i sistemi e gli impianti per il trattamento e lo smaltimento dei materiali contenenti amianto. E’ poi necessario predisporre adeguati strumenti per una corretta informazione sul problema amianto, su come comportarsi per eseguire interventi corretti e sui rischi derivanti dall’esposizione alle fibre dovuta al deterioramento delle strutture ma anche allo smaltimento illegale dei materiali“.
Lo smaltimento è ancora molto raro e debole. “Gli strumenti messi in campo sono sicuramente importanti ma ancora insufficienti – ha continuato Zampetti – Chiediamo quindi al Governo un impegno ancora maggiore sul tema dell’amianto su scala nazionale, per avviare da subito le bonifiche di tutti i siti industriali e la rimozione dell’amianto dagli edifici e dalle strutture ancora contaminate – a partire dai circa 400 siti individuati come prioritari tra cui scuole ed edifici pubblici – rendendo così operativo quanto previsto nel piano nazionale amianto presentato nel 2013 ma ancora fermo. Infine, rilanciamo ancora una volta l’importanza di riattivare il sistema degli incentivi per la sostituzione eternit/fotovoltaico: con uno stanziamento di 20 milioni di euro si potrebbe realizzare la bonifica di oltre 10 milioni di metri quadri di coperture in cemento amianto e avviare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili“.
