Sono sempre di più i giovani che decidono di lasciare l’Italia per potersi così trasferire all’estero. Molto spesso però la scelta è obbligatoria e rende molto difficile riuscire ad adattarsi alle usanze e alla vita della città in cui ci si trasferisce. Alcuni ragazzi hanno allora scelto di raccontare al Corriere ella Sera la loro esperienza mostrando il loro kit di sopravvivenza per i primi 100 giorni. Iniziamo con il problema più importante: il cibo. La nostra cucina è una delle migliori e difficilmente riusciamo ad adattarci alle tradizioni culinarie di diversi paesi. Soprattutto, abbiamo difficoltà con un alimento particolare: il caffè. Essenziale, quindi, portarsi con sè un vero e proprio kit con: moka, caffè e biscottini adeguati. E’ difficile saper chi contattare in caso di emergenza.

Fondamentale è anche avere dei punti di riferimento per la vostra quotidianità. Dalla fermata dell’autobus, al supermercato fino anche alla farmacia. Molti di noi magari non lo ritengono fondamentale, ma avere un conto in banca nel paese in cui si va a vivere è necessario per poter alleggerire le pratiche burocratiche. Per rilassarvi e magari ampliare il vostro portfolio di amicizie, potrebbe essere utile avere interessi e hobby. Infine, chiedete aiuto ai vostri colleghi, una vera e propria fonte di amicizie.
