E’ fallito il vertice di Doha, tra i paesi produttori di petrolio, riunitisi con l’obiettivo di congelare la produzione e far risalire i prezzi del greggio sui mercati internazionali. La tensione tra Arabia Saudita e Iran ha avuto la meglio sulla volontà delle altre nazioni presenti (Russia, Qatar e Venezuela, Algeria, Angola, Azerbaigian, Ecuador, Indonesia, Iraq, Kazakistan, Kuwait, Messico, Nigeria, Oman, Emirati arabi) e la riunione è stata interrotta per cercare di trovare un compromesso, che alla fine non si è riusciti a raggiungere, in merito al testo finale dell’intesa. L’Arabia ha posto il veto se l’accordo non prevedesse la partecipazione anche di Teheran. Ma il governo iraniano, da poco uscito dall’embargo durato decenni, si è detto fermamente contrario ad accettare limiti al proprio export petrolifero.
Dunque, si è arrivati ad un nulla di fatto. I ministri presenti all’incontro hanno comunque dichiarato che le trattative continueranno e forse a giugno sarà organizzato un nuovo vertice internazionale. Il timore, però, è che le conseguenze possano ricadere sul prezzo del petrolio. Le quotazioni internazionali del greggio hanno ripreso a salire da qualche settimana , e l’assenza di un’intesa, secondo gli analisti di Citigroup, potrebbe però far crollare nuovamente i prezzi, ottenendo quindi l’effetto opposto rispetto a quello sperato a Doha.
